Il Tirreno

Lucca

Depositi in contante sotto accusa

Luca Tronchetti
Il sindaco Mauro Favilla allo stadio con l’ex patron della Lucchese, il siro-armeno Fouzi Hadj
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Il sindaco Mauro Favilla allo stadio con l’ex patron della Lucchese, il siro-armeno Fouzi Hadj

La procura chiede al sindaco di spiegare la provenienza di 172mila euro

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 LUCCA. Sei versamenti in contanti sul conto corrente personale del sindaco Mauro Favilla per un importo complessivo di 172mila euro effettuati nel periodo immediatamente precedente alle amministrative del 2007 e in parte utilizzati proprio per finanziare la sua campagna elettorale. È questa la reale contestazione della procura della Repubblica nei confronti del primo cittadino indagato assieme ad altre tre persone con l'accusa di aver violato la legge sul finanziamento illecito ai partiti. L'inchiesta adesso è chiusa e il sostituto procuratore Fabio Origlio, attraverso la polizia giudiziaria dei carabinieri, ha provveduto a notificare via fax allo studio legale l'avviso di conclusione delle indagini.  Con Favilla sono indagati in concorso il suo mandatario elettorale, Natale Mazzoni, 75 anni, lucchese, difeso dallo studio legale Enrico Marzaduri-Carlo Di Bugno, l'ex presidente e amministratore dell'As Lucchese Libertas, Fouzi Ahmad Hadj, 58 anni, residente a Pieve Ligure e il presidente della cooperativa di facchinaggio Morelli, Marcello Federighi, 54 anni, di S. Maria del Giudice.  I VERSAMENTI CASH  Sei misteriosi versamenti che sono al vaglio dei carabinieri. Somme ingenti elargite da persone che avevano interesse ad appoggiare il candidato di centrodestra. In particolare si tratta di 14mila euro nel luglio 2006, di 9mila euro nel novembre dello stesso anno, di 88.701 euro nel gennaio del 2007, di 40mila euro nel febbraio dello stesso anno, di 15mila euro nell'aprile e di 6050 euro nel maggio di quattro anni fa. Importi che, per gli inquirenti, l'allora candidato sindaco avrebbe versato in contanti sul suo conto corrente personale acceso al Banco S. Gimignano e Prospero e che in parte avrebbe utilizzato direttamente per finanziare la sua campagna elettorale con giroconti sul conto corrente acceso alla Cassa di Risparmio di Lucca con causale «per spese elettorali di Favilla». Adesso il sindaco dovrà spiegare da dove proviene quel denaro e chi lo ha versato. Per la verità già nell'interrogatorio il primo cittadino, per quanto riguarda l'importo maggiore (oltre 88mila euro), facendo mente locale riteneva di ricordare che quella somma era il provento di alcuni titoli. Ma non ne era sicuro e in ogni caso non è stata fornita, ad oggi, documentazione.  LE ALTRE ACCUSE La procura contesta al sindaco Mauro Favilla due episodi di finanziamento illecito. Il primo è quello relativo all'assegno di 7500 euro tratto sul conto corrente intestato all'As Lucchese Libertas 1905 senza alcuna delibera dell'organo societario e senza iscrizione a bilancio come invece prevede la legge sul finanziamento ai partiti. Tra l'altro l'assegno firmato da Hadj risulta regolarmente registrato dall'allora segretario sportivo del club rossonero Antonio Magli sul libro giornale il 23 giugno 2007 alla voce fornitori e debitori. Effetto poi versato tre giorni dopo da Mazzoni, gestore del conto corrente bancario dove confluivano i finanziamenti elettorali pro Favilla.  Il secondo episodio ritenuto illecito riguarda la fattura di 3264 euro pagata per l'accusa il 31 gennaio 2008 da Marcello Federighi presidente della cooperativa Morelli su richiesta dell'allora candidato sindaco ed emessa da «Emme & Emme» per la fornitura di carta e materiale di cancelleria per la campagna elettorale per le amministrative del 2007. E anche in quel caso il contributo venne elargito senza deliberazioni da parte dell'organo sociale previste dalla legge e regolarmente iscritto nel bilancio societario.  COSA ACCADRA'  Le indagini sono concluse. La documentazione depositata ed entro 20 giorni i quattro indagati potranno presentare memorie, produrre o depositare documenti, chiedere al pm nuovi atti d'indagine o presentarsi in procura per essere sottoposti ad interrogatorio. Al termine il pm deciderà se rinviare a giudizio o archiviare.

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