La manifestazione
Tragica fine di uno studente che sbanda in moto mentre percorre la via Vecchia Pisana a Montuolo
Muore a 17 anni contro il guard rail
Luca Tronchetti
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Fabio Gaglianese e due immagini del luogo dellincidente (Vip) Una scivolata per venti metri sull'asfalto prima del tremendo impatto
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LUCCA. L'ultima istantanea è il saluto con la mano a un amico o forse un semplice conoscente che in moto percorre la stessa strada, ma nel senso opposto di marcia. Lui va verso Pisa, l'altro centauro verso Lucca. Poi l'improvvisa sbandata della sua moto Husqvarna 125 in prossimità di una curva, lo scarrocciamento per una ventina di metri sull'asfalto e la fine della corsa contro un pilone metallico che sorregge il guard rail. S'interrompe così a 17 anni e mezzo la vita di un ragazzo allegro e solare, luce per gli occhi dei suoi genitori. Muore alle 15,20 Fabio Gaglianese, studente all'istituto alberghiero di Pisa, che vive con padre, madre e fratello minore a Rigoli di San Giuliano Terme. La tragedia si consuma sulla via Vecchia Pisana a Montuolo. Cento metri più avanti una dozzina d'anni fa la stessa sorte era toccata a un altro ragazzo. Testimone dell'incidente il conducente di un pullmanLazzi, Renato Turco. È lui che con la coda dell'occhio assiste agli ultimi momenti di una vita felice e spensierata: quella di Fabio. Prima il saluto con l'altro motociclista che percorre la strada in direzione opposta, poi la terribile scivolata per 20 metri con il ragazzo che va sbattere con violenza contro una delle piantane che sorregge il guard rail metallico mentre la moto salta le barriere e finisce nell'erba del campo sottostante. La vita è una questione di centimetri. Forse Fabio sarebbe ancora a ridere e a scherzare con gli amici e assieme ai suoi genitori se invece di centrare quel paletto metallico di sostegno fosse scivolato sotto la struttura di protezione. Invece, nonostante il casco, quella botta non gli dà scampo. Gli apre uno squarcio tra la tempia e la fronte. Quando l'autista arriva di corsa, dopo aver messo in sicurezza l'autobus, per prestare i primi soccorsi scorge un lago di sangue accanto al corpo del ragazzo. Nella caduta Fabio non ha più le sue scarpe da ginnastica finite a qualche metro di distanza. Il testimone si attacca al cellulare e disperato chiede aiuto. La casa più vicina è a 150 metri di distanza e nessuno, almeno inizialmente, si accorge della tragedia. Nel giro di dieci minuti accorrono un'ambulanza del 118 e due pattuglie della polizia stradale. Ma per Fabio non c'è più nulla da fare. Il cadavere viene coperto da un telo in attesa che il magistrato di turno, Enrico Corucci, conceda il nullaosta per la rimozione del cadavere. Per esperire tutte le formalità di rito passa un'ora e mezzo. Sono le 17 quando il carro funebre della Croce Verde si ferma per caricare il corpo senza vita di quel ragazzino. Nel frattempo la polizia stradale con delle torce segnala il tratto interessato all'incidente per evitare che le auto in transito possano avvicinarsi troppo a chi rileva il sinistro. Sono pochi i curiosi che si fermano. Tra loro un paio di adolescenti di Montuolo che hanno la stessa età di Fabio. Riconoscono la moto da cross fabbricata dalla Bmw: «L'abbiamo già vista. - dicono - Lui non lo conosciamo, ma quella Husqvarna passa spesso da Cerasomma per poi andare verso Pisa». Hanno gli occhi lucidi mentre parlano a voce bassa. In fondo il destino si è accanito contro uno di loro. Per la polizia stradale la causa dell'incidente è legata alla velocità, ma la moto - caricata su un furgone - è stata posta sotto sequestro per capire se all'origine possa esserci qualche problema tecnico.
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