Il Tirreno

Lucca

In provincia di Lucca si calcola che mancano almeno una ventina di cattedre anche con lo stanziamento della Regione

Disabili senza insegnante, ricorsi in arrivo

Nadia Davini
Già all’inizio dell’anno scolastico ci furono in tutta Italia manifestazione contro i tagli agli insegnanti di sostegno nella scuola pubblica
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Già all’inizio dell’anno scolastico ci furono in tutta Italia manifestazione contro i tagli agli insegnanti di sostegno nella scuola pubblica

Disattesa la regola di un docente ogni due alunni, il comitato dichiara guerra

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 LUCCA. Aria di ricorsi a Lucca per i disabili lasciati senza docenti a scuola. In teoria, infatti, questi studenti avrebbero diritto a un insegnante tutto per loro (o, almeno, ad un insegnante ogni due alunni). In pratica, ne hanno solo "mezzo" e talvolta neanche quello. E così vengono lasciati in classe senza docente o seguiti per poche ore rispetto all'orario scolastico settimanale.  Ad esempio a fronte di un tempo scuola settimanale di 28 ore, all'alunno disabile vengono assegnate solo 8 ore di sostegno. Ed ecco che il coordinamento scuola pubblica bene comune si prepara a dare battaglia. «Ci stiamo informando - spiega il coordinamento - per contattare un avvocato che possa seguire situazioni di grosso disagio, per attuare una grande campagna di ricorsi. Contemporaneamente stiamo cercando di capire se sia possibile presentare un ricorso collettivo come coordinamento, perchè non tutte le famiglie possono permettersi di sostenere le spese legali».  Il problema principale, infatti, resta uno: al momento, nella nostra provincia, non ci sono abbastanza cattedre di sostegno da garantire il rapporto un insegnante ogni due alunni disabili. E neppure il bando della Regione e dell'Usl che offre nuovi finanziamenti alle scuole toscane per l'integrazione dei diversabili, va in questa direzione.  «La nostra valutazione - continua Lucchesi - è duplice: da una parte riteniamo importante l'investimento regionale di 1.270.000 euro, ma dall'altra verranno stabiliti ben pochi posti in deroga (una sessantina) rispetto alle reali esigenze». In Toscana di cattedre di sostegno per arrivare al rapporto 1:2 ne mancano circa 120; mentre nella provincia di Lucca una ventina. Per questo motivo anche l'amministrazione provinciale si è attivata, stanziando 50mila euro per il sostegno nelle scuole superiori.  Di famiglie che presentano ricorsi non ne ha viste molte il sindacalista Snals, Stefano Guidi, che però può snocciolare un numero elevato di situazioni piuttosto drammatiche e al limite della legalità. «Gli insegnanti specializzati nel sostegno - spiega - sono molto meno dei posti disponibili; talvolta entrano in gioco gli operatori dell'Anffas, oppure insegnanti abilitati per altre cattedre che accettano il sostegno pur di lavorare. Ho visto molti genitori spostare il figlio disabile da una scuola all'altra per garantirgli sempre lo stesso docente: una realtà legata al grande precariato nella scuola pubblica, dove un docente non sa mai dove verrà recapitato l'anno successivo, con gravi conseguenze per gli studenti».

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di Redazione web