Finanza
Benzinaio colpisce con un pugno dietro lorecchio lautomobilista che lo invitava a sbrigarsi
Tre anni per le botte al cliente
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Una stazione di servizio della Tamoil Il gestore della pompa di servizio rinuncia a difendersi in aula
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LUCCA. Non si presenta mai in aula e alla fine quel cazzotto in testa a un cliente che aveva fretta di fare il pieno costa caro a un benzinaio della Piana: tre anni di reclusione per lesioni gravi e una provvisionale di 15mila euro. Fabio Brignone, 23 anni, di Lammari, viene condannato in contumacia dal giudice Carlo Annarumma a una pena quasi quattro volte superiore a quella chiesta dal pubblico ministero. Non si spiega altrimenti la pesante condanna nei confronti di un incensurato se non con il totale disinteresse per il processo vista la sua assenza e quella dei suoi legali tanto che all'ultima udienza è stato chiamato un avvocato d'ufficio reclutato all'ultimo tuffo. E dire che sarebbe bastato un congruo risarcimento del danno alla persona offesa per far scendere notevolmente la pena. I FATTI Febbraio 2010. Un automobilista di origini marocchine, ma ormai cittadino italiano visto che vive e lavora da 15 anni come operaio in una cartiera della Piana, si ferma al distributore Tamoil di San Colombano. È in ritardo e ha fretta. Il benzinaio sta servendo un altro automobilista e lui esce dall'abitacolo e invita il gestore della pompa di carburante a sbrigarsi. Quando la macchina si allontana, l'operaio un po' alterato prende 15 euro e li consegna al gestore della pompa. Lui con un gesto di stizza getta a terra le banconote. L'uomo - sposato e padre di quattro figli - si china a raccoglierle. E in quel momento, stando all'accusa, riceve un cazzotto all'altezza dell'orecchio destro. L'operaio crolla a terra inerme e il benzinaio lo colpisce con una serie di calci. ARRIVANO I SOCCORSI Qualcuno che lavora accanto al distributore nota la scena e corre in soccorso dello sventurato. E in quel momento passa una pattuglia della guardia di finanza. L'operaio viene soccorso e va in ospedale per farsi medicare. I sanitari gli riscontrano la lesione del timpano dell'orecchio destro con indebolimento dell'udito. IL PROCESSO Il benzinaio non si fa vivo durante il processo mentre l'operaio di origini marocchine - difeso dall'avvocato Mauro Casella - si costituisce parte civile. Il pm onorario Malfatti chiede per l'imputato otto mesi di reclusione. Il giudice condanna a tre anni. Se non farà appello il gestore della stazione di servizio finirà in carcere. L.T.
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