Il Tirreno

Lucca

Droga, alcol e strade a pezzi causano gli incidenti

Paolo Lazzari
Un incidente sulle strade della Lucchesia (Vip)
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Un incidente sulle strade della Lucchesia (Vip)

Meno morti ma è in aumento il numero delle persone ferite

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 LUCCA. Droga, alcol e cattiva manutenzione del fondo stradale: sono queste le principali cause degli incidenti stradali. A dire ilvero i dati allarmanti del 2009, quando si registrono qualcosa come 2.408 sinistri di cui 643 nella sola Lucca, sembrano essere in leggera controtendenza. È quanto emerge dai due documenti stilati dall'Aci Lucca in occasione della "giornata nazionale della trasparenza", costola inevitabile della riforma Brunetta delle pubbliche amministrazioni e in ragione della quale l'ente ha reso accessibili a tutti il piano delle performance e il programma per la trasparenza, per quanto concerne il triennio 2011-2013. Ne esce la possibilità di fruire di una vera congerie di informazioni circa lo stato delle strade principali.  Il leggero miglioramento riguarda il calo complessivo degli incidenti a livello provinciale, 2340 contro i 2408 del 2009, oltre ad un leggero scemare del numero delle vittime (33 a fronte dei 38 dell'anno precedente), mentre monta il numero dei rimasti feriti: 3163 contro 3137.  Più nel dettaglio, Lucca si svela regina in negativo delle statistiche, se è vero che nessun altro comune è capace di contenderle la palma di zona più incidentata della provincia (anche se i morti per il 2010 calano da 11 a 6 e i sinistri scendono a 603). Seguono a ruota Viareggio, dove i numeri parlano di una situazione anche più critica, se proporzionata alla popolazione circolante (547 incidenti su circa 54.000 auto in viaggio) e Camaiore, dove i decessi sono gli stessi registrati a Lucca. Allarmante resta la situazione di Capannori, dove gli incidenti, 168, non sono diminuiti rispetto al 2009, e anche le vittime non sono variate di numero (5). Lo stato delle cose non subisce sensibili variazioni nemmeno nelle zone dove, storicamente, la viabilità risulta obsoleta, come a Barga e a Bagni di Lucca.  «Ma a Lucca il fenomeno non è da imputarsi soltanto alla maggiore urbanizzazione», spiega il presidente dell'Aci Roberto Manciotti: «Mancano i fondi per interventi strutturali, ma noi cerchiamo di colmare le lacune seguendo altri percorsi, come quello già vincente, e che ripeteremo, dell'educazione stradale nelle classi».  Da qui il senso del piano di performance, precipitato di un impegno che l'automobile club, il secondo per grandezza della Toscana, intende portare avanti senza indugi: «Continueremo a posizionare etilometri fuori e dentro le discoteche, a informare, a cercare di prevenire», osserva ancora Manciotti. Che per quanto riguarda i finanziamenti, passa la palla alle istituzioni.

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