Il Tirreno

Lucca

Arrivato sul barcone, premiato per gli studi

Rossella Lucchesi
Foto di gruppo per premiati e docenti all’istituto Giorgi
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Foto di gruppo per premiati e docenti all’istituto Giorgi

Zdrava è uno dei vincitori degli assegni del Filo d'Argento

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 LUCCA. Premiati per meriti scolastici tre studenti dell'Istituto Giorgi. La borsa di studio, consistente nella somma in denaro di duecento euro è stata consegnata ieri durante una cerimonia nell'aula magna della scuola.  A vincerle il lucchese Marco Forlini, l'albanese Zdrava Endri e il peruviano Rodriguez Conca Aldo Eder. Hanno superato una selezione tra gli 85 studenti più meritevoli di un plesso che ne conta quattrocento. «Tutti preparati e motivati allo studio - afferma il dirigente scolastico Vittorio Barsotti - e l'iniziativa è uno stimolo per studiare con maggiore profitto». Il premio, proposto dall'associazione Filo d'Argento, è stato suggerito dal professor Giuseppe De Francesco, a lungo insegnante al Giorgi che auspica di mantenere l'impegno per il prossimo anno, magari incentivandone la consistenza.  Tre ragazzi maturi, i vincitori, e con le idee chiare sul futuro. Zdrava Endri è albanese, frequenta la quarta classe con indirizzo odontotecnico e da grande vorrebbe diventare un bravo dentista. La sua è una storia drammatica. Arrivato da solo su un barcone in Italia nel 2007 è stato affidato a un tutore che lo ha aiutato a inserirsi e a scegliere una scuola che gli consentisse maggiori possibilità per trovare un'occupazione. Oggi ha ventun anni e vive insieme ad altri ragazzi che come lui sognano un futuro e una vita normale. «La borsa di studio mi servirà per acquistare libri e materiale scolastico», dice il ragazzo che per mantenersi agli studi lavora come pizzaiolo in un locale del centro storico.  Rodriguez Conca Aldo Eder viene dal Perù e vive a Lucca da sette anni con i genitori che hanno assistito alla cerimonia. Il primo impatto con la scuola non è stato semplice, soprattutto per le difficoltà con la lingua e di inserimento nel contesto sociale. Ostacoli ormai superati e a fine anno scolastico affronterà l'esame di maturità che gli aprirà la strada verso l'università. «Risorse permettendo», dice il ragazzo che sogna un futuro da ingegnere.  Per le sue doti comunicative Marco Forlini, diciassettenne di Camigliano, è l'anello di congiunzione tra studenti e insegnanti. Appassionato di meccanica punta a diventare ingegnere del settore e ha deciso di destinare la sua borsa di studio all'acquisto di un tablet per studiare, evitando di acquistare i libri che, oltre a essere pesanti «costano troppo e devono essere continuamente sostituiti».

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