Il Tirreno

Lucca

Alla messa a Filicaia uomini e donne in panche separate

La chiesa di Filicaia, sabato: donne a sinistra, uomini a destra
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La chiesa di Filicaia, sabato: donne a sinistra, uomini a destra

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 FILICAIA. Gli uomini a sinistra, le donne a destra. Divisi nella scelta delle panche: non per volontà, ma per una antica usanza. Succede ogni sabato, quando a Filicaia, piccolo paese nel comune di Camporgiano, si celebra la messa festiva. Il parroco ha tante parrocchie e la domenica qui l'Eucaristia non si celebra quasi più.  E così anche sabato 18 dicembre. Alle 16, quando le campane hanno finito di suonare, in chiesa i fedeli sono seduti in attesa dell'arrivo del celebrante. Gli uomini a sinistra (per chi entra) e le donne a destra. Potrebbe sembrare una scena di un vecchio film, invece è la realtà. Una consuetudine ormai scemata in quasi tutti i paesi. Sono poche, per non dire più nessuna, le parrocchie della Garfagnana dove rimane viva questa divisione, non certo imposta, che fa parte della cultura delle persone.  Filicaia, circa 500 anime, è uno degli ultimi paesi a mantenere forte la tradizione in questione. Negli altri borghi i preti dicono che è svanita da anni. In alcune parrocchie dell'Alta Garfagnana, come Cogna, Villa Soraggio, Livignano, Metello, Soraggio e S. Donnino, l'usanza persiste anche se in maniera più lieve; qualche marito si siede accanto alla propria consorte, mentre gli altri vanno in coro.  Nella chiesa di Sassorosso, invece, alle funzioni le donne siedono a sinistra e gli uomini a destra, ma solo quelli più anziani che rispettano quell'abitudine della loro gioventù, ricordando che un tempo c'erano pure le panche riservate alle famiglie nobili del paese.  A Filicaia l'usanza va avanti in maniera molto più evidente, anche se oggi alcuni mariti si accomodano nelle panche di solito occupate dalle signore. Pure durante i funerali e nell'unica processione, quella della Madonna Pellegrina che si tiene a fine maggio, si nota la separazione.  Una volta terminato il rito funebre, quanti sono presenti alla cerimonia accompagnano il defunto al camposanto. Con un ordine ben preciso: la Croce, gli uomini, il sacerdote con i chierichetti, il carro funebre, i parenti del morto, le donne. A queste si uniscono anche gli uomini, venuti però da altre località.  Ma perché questa tradizione? Il motivo va ricercato nei tempi addietro quando la divisione tra i due sessi era ancora più palese. Addirittura in alcune chiese a metà navata c'erano ai lati due anelli di metallo che sorreggevano un filo di ferro con una tenda per separare i maschi dalle femmine. Questo perché non si creasse "confusione" e quel luogo fosse solo di preghiera e non di distrazione. C'era, poi, il capitolo delle porte distinte; alcune chiese hanno tre ingressi: quello centrale e gli altri due laterali.  Nella chiesa di San Rocco a Filicaia la porta centrale, fin quando era vivo il precedente parroco, monsignor Palmiro Pinagli, veniva aperta solo in occasione delle esequie o per le celebrazioni solenni. Nelle altre funzioni si poteva entrare nell'edificio sacro accendendo dalle porte laterali. Quella destra era riservata alle donne, l'altra agli uomini. Oggi non più. Tutti entrano dall'ingresso principale.  Don Giuliano Salotti è il parroco di Filicaia, che nota anche in un'altra sua parrocchia questo fenomeno. «Io lo dico ai miei parrocchiani di mescolarsi - spiega il sacerdote - ma c'è un po' di resistenza. Invece, sarebbe bello vedere seduti accanto papà, mamma e bambini, anche se alcuni lo fanno. Sono vecchi retaggi e per abbandonarli chissà quanto ancora ci vorrà. Anche quando si va al cimitero per le esequie, invito le signore a mettersi davanti e recitare con me il rosario ma l'esito è negativo». Azelio Biagioni      LA SCHEDA "Leggi" anche per la processione  FILICAIA. Nelle parrocchie della Garfagnana c'erano confraternite (o compagnie) con gli uomini adulti che indossavano la "cappa" per funzioni solenni e processioni. Nel corteo si seguiva una disposizione: la Croce, i confratelli davanti al sacerdote, la priora o la sotto priora, le donne. Dopo che le compagnie si sono sciolte gli uomini hanno continuato a rimanere in quella collocazione. Renzo Comparini, un residente del paese e assiduo frequentatore della parrocchia, dice che «La consuetudine di stare seduti in chiesa separatamente è sempre stata così, fin da quando ero bambino. Un'usanza che per noi è la normalità. I giovani? Alcuni si accomodano nelle panche degli uomini, altri con le mogli dall'altro lato». (a.b.)

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