Il Tirreno

Lucca

La Procura chiude le indagini sul padre che strangolò il figlio cerebroleso

A giudizio per omicidio

La casa dove era avvenuto l’omicidio
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La casa dove era avvenuto l’omicidio

«Senza di me chi lo avrebbe mai accudito?»

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 BARGA. La Procura ha chiesto al giudice per le indagini preliminari il giudizio immediato per il padre che aveva ucciso il figlio cerebroleso strangolandolo con un paio di bretelle.  Una vicenda che aveva suscitato profonda impressione.  Era successo l'8 ottobre a San Pietro in Campo, frazione di Barga. In una villetta si era consumato, alle ore prima dell'alba, il dramma di Romano Carani, 73 anni, falegname in pensione, e della sua famiglia. L'anziano aveva deciso di mettere fine alla tribolata vita del suo Andrea spinto dalla disperazione e dalla preoccupazione. Lo aveva detto con chiarezza ai carabinieri: «Non potevo lasciare Andrea sulle spalle di mia moglie: è malata, non ha le forze per assisterlo. E non potevo lasciarlo neppure gravare sulla sorella: Sonia ha la sua famiglia da portare avanti, due figlie». Per questo lo aveva ucciso. Dando corpo, d'istinto, a un pensiero sempre più ricorrente negli ultimi cinque anni, dopo l'intervento al cuore: «Nessuno, dopo di me, potrà assistere mio figlio come ho fatto io. Con la stessa dedizione. E nessuno può portare un peso del genere».  Carani conosceva bene il peso di quel figlio. Da quando era nato lo curava e lo seguiva personalmente. Con la madre, il rapporto era più complesso. Quando Andrea la vedeva si agitava. Calmarlo era difficile. Con Romano, era diverso. Il padre lo placava, anche quando urlava nel cuore della notte. È per questo che l'artigiano aveva scelto di dormire insieme al figlio: voleva essere sempre pronto ad accudirlo. La mamma dormiva nella stanza attigua: amava molto Andrea, non gli voleva turbare il sonno.  L'ex falegname, alle prese con problemi di cuore, aveva cominciato a riflettere su che cosa poteva accadere a quel ragazzo gravemente handicappato, quando non lui ci fosse stato più.  L'uomo aveva raccontato ai carabinieri le urla del figlio, il primo tentativo di calmarlo, la seconda crisi. La decisione di afferrare le bretelle e di ucciderlo, senza premeditazione, ma con la volontà di risolvere un problema grande di tutta la famiglia.  Adesso il pm Fabio Origlio vuole il giudizio immediato. Se la richiesta verrà accolta, la difesa potrà comunque chiedere il rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena.  Carani si trova agli arresti doimiciliari in una struttura protetta.

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