Proteste
Sciopera il pubblico, presidio alla prefettura
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Il presidio dei sindacati la settimana scorsa Potranno verificarsi disagi per i cittadini. L'Asl garantisce i servizi minimi
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LUCCA. Oggi scioperano i lavoratori del pubblico impiego, in segno di protesta contro la manovra del governo. Sono così previsti disagi nei servizi pubblici, come quelli sanitari dell'Asl e degli altri servizi pubblici. Sono esclusi dalla protesta di oggi i lavoratori del comparto igiene ambientale e del settore funerario (per la franchigia natalizia che decorre dal 15 dicembre). In occasione dello sciopero, oggi sono previsti due presidi. I lavoratori della funzione pubblica (tutte le sigle sindacali: Cgil, Cisl, Uil) e delle cooperative sociali hanno indetto per stamani dalle 9,30 alle 11,30 un presidio con tanto di manifestazione davanti la prefettura (nel cortile degli Svizzeri). I motivi alla base di questa protesta sono la richiesta al governo di modificare il testo della manovra affinché le misure previste «colpiscano per la prima volta evasione e grandi patrimoni, affinché la riforma della previdenza non sia scaricata sulle spalle di lavoratori e pensionati», ma anche per chiedere «l'eliminazione degli ulteriori tagli alle autonomie locali». Invece, dalle 12 alle 13 i soli dipendenti comunali hanno organizzato un presidio davanti la sede municipale di Palazzo Orsetti. In questo caso, è l'ennesimo atto di un braccio di ferro che va avanti da tempo, per via del taglio, da parte dell'amministrazione, del fondo di produttività per i dipendenti (per questa decurtazione, i dipendenti comunali hanno già attuato diverse proteste, hanno fatto assemblee e da mesi sono in stato di agitazione). Da parte sua, in vista di eventuali disservizi causati dallo sciopero, l'Asl 2 «si scusa anticipatamente con i cittadini per i disagi che potrebbero verificarsi nell'erogazione dei servizi sanitari e amministrativi». Ma, sempre l'Asl, ribadisce anche che «come previsto dalla normativa vigente, nell'arco di tutta la giornata saranno garantiti i servizi minimi essenziali».
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