Il Tirreno

Lucca

IL DIBATTITO SULLA MUSICA

Il film ci fa comunque pubblicità

Andrea Colombini

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Leggo con piacere lo stizzito intervento del direttore del Boccherini, Mazzoli contro Pieraccioni, reo di avere insultato - pur nella finzione di un film - la musica colta che viene eseguita tutti i giorni nella Chiesa di San Giovanni. Che poi è la musica che produce il nostro Festival, il Puccini e la sua Lucca, che da 2004 appunto esegue ogni giorno musica di Puccini - con concerti e recitals - nella splendida chiesa lucchese.  A parte la precisazione che si tratta di concerti appartenenti alla nostra maifestazione, che in quasi 9 anni di vita e con l'appoggio dei principali enti pubblici e parapubblici, ha prodotto più di 2800 concerti di musica Pucciniana e non solo (casomai qualcuno fraintendesse che questa è attività dell'Isituto Boccherini: si fa solo per chiarezza), ci tengo a sottolineare, come presidente del Festival - che ha persino ottenuto quest'anno il riconoscimento ufficiale da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca meritandosi finanziamento istituzionale extra bando grazie al valore assoluto della iniziativa proposta -, che poco mi importa delle parole di Pieraccioni.  È comunque pubblicità ad un Festival che è entrato decisamente e stabilmente nella vita cittadina: se un comico ci fa una battuta da cinepanettone, ci rido sopra, valuto il contesto e chi la dice e non mi scandalizzo. Tanto i 24.000 spettatori che ogni anno vengono a godersi il nostro festival sono stranieri dunque non verranno certo influenzati da un film italiano non certo candidato agli Oscar. Se poi qualche spettatore italiano vorrà invece venire a Lucca, grazie a Pieraccioni, a godersi la città e deciderà che i concerti di musiche pucciniane in san Giovanni non sono una palla ma una cosa immancabile in una visita a Lucca - come il nostro pubblico, interamente non italiano, ci teniamo a dirlo pensa - allora saremo ancora più felici. A vedere poi i circa 1.020.000 utenti che ad oggi hanno visitato il nostro sito, con una media giornaliera di visite documentate che sfiora le 3500 unità, se ci fosse un aumento del pubblico italiano grazie alla pubblicità che comunque Pieraccioni ci ha fatto - dimostrando a molti lucchesi che tutti i giorni in san Giovanni c'è il nostro Festival a tenere alto il nome di Puccini in ogni parte dell'anno, alla faccia di altri carrozzoni che poco invece hanno fatto ed hanno lasciato sul territorio - non saremmo che felici ancor di più.  Di certo siamo ancora più contenti che la fiction cinese, in produzione a Lucca in questi mesi, e gestita dalla società di produzione l'Occhio di Ulisse, abbia scelto uno dei nostri concerti - con adeguata scenografia e musica pucciniana e la partecipazione dei nostri solisti - come luogo di ambientazione di più scene della loro fiction, un programma che, solo in Cina, sarà visto da non molto pubblico, "solo" circa trecento milioni di persone, senza contare l'indotto degli altri paesi dell'area. Trecento milioni di spettatori che vedranno San Giovanni, Lucca, la nostra musica, il nostro Festival, Giacomo Puccini, anche se quest'ultimo non ha bisogno di ulteriori presentazioni ma che comunque è bene vedere sempre di più legato al nome di Lucca.  Beh certo, di fronte ai due, tre milioni di spettatori di Pieraccioni lo so che sarà magra soddisfazione ma noi ci accontentiamo lo stesso. Nel nome di Puccini, ogni forma di promozione di Lucca e del nostro Festival è bene accetta. Di sicuro, in entrambi i casi, ne guadagneremo noi e la città. E il valore della musica di Puccini e la valentia dei nostri musicisti, i Solisti del Puccini e la sua Lucca Festival, non ne usciranno che magnificati. E con essi il Comune, la Provincia e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che ci sostengono. (Presidente di Puccini e la sua Lucca International festival)

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