Il Tirreno

Lucca

Pellegrini e vocazioni da tutto il mondo per Santa Gemma

Azelio Biagioni
Il santuario di Santa Gemma
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Il santuario di Santa Gemma

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 LUCCA. Il culto per S. Gemma Galgani è arrivato ovunque. E non sono poche le persone che trovano la fede dopo aver visitato il monastero-santuario dove riposano le spoglie mortali della santa lucchese. Non si stupiscono le suore alla notizia che il nome della "povera Gemma" è conosciuto in tutti i continenti. Nel monastero di via di Tiglio vivono le claustrali passioniste, che dedicano tutta la loro vita alla preghiera.  Pochi i contatti con il mondo esterno. Seguono la regola, non escono dal monastero. L'incontro. La madre superiora accetta di incontrarci in parlatorio. Si presenta insieme ad una ex superiora, dietro la grata. Appena ci vede però la apre. «Questo in via del tutto eccezionale - dice -, lo facciamo solo con i nostri familiari. Ma in questo caso è per poter parlare meglio. S. Gemma non fa chiasso ma lavora nelle anime. Quante conversioni ci sono state in questo santuario». Aggiunge l'altra suora: «Un padre carmelitano, che ha scritto della santa, chiedeva come mai lei a differenza di altri mistici non fiorisse in qualche grande opera. Gli rispose un passionista dicendo che le opere c'erano, eccome. La conversione dei peccatori ed il monastero che lei desiderava ardentemente. O meglio che Gesù voleva. Il 2 ottobre 1903 papa Pio X firma il decreto di fondazione del monastero passionista a Lucca. Quell'ordine di cui la santa avrebbe voluto farne parte ma dove non fu mai accettata. Il fatto che il suo corpo ora riposi all'interno del santuario fa avverare quello che lei disse alla zia quando venne respinta dal monastero di Tarquinia: "Non mi ci hanno voluto viva ma mi prenderanno morta"». I pellegrini. Il suo viso angelico di ragazza è arrivato in tutto il mondo, ha fatto grazie, miracoli, conversioni. Il santuario è meta continua di pellegrinaggi, soprattutto nel periodo estivo. Vicino l'edificio, è stato ricavato un salone per accogliere i fedeli che arrivano e che possono pranzare al sacco e dove è possibile celebrare messa. E' recente, poi, la vista del vescovo di Perugia accompagnato da ventisei sacerdoti. Aggiungono le passioniste: «Anche Giovanni Paolo II, quando venne in visita a Lucca nel 1989, si fermò in preghiera davanti al corpo della santa e a noi monache ci raccomandò di essere fedeli alla vita contemplativa e al carisma del nostro istituto». Appuntamenti. «Qui da noi - spiega la superiora - è molto partecipato il sacramento della riconciliazione (confessione) e un discreto numero di persone viene all'incontro "il Cenacolo" che teniamo ogni primo giovedì del mese in chiesa dalle 21 alle 22. Ogni giorno la messa per i fedeli è celebrata alle 8,30 mentre la domenica alle 10,30 e alle 17». Vocazione. Le ragazze che vogliono approfondire la vocazione possono trascorrere qualche giorno in monastero e capire se la strada adatta a loro è quella della vita di clausura.

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di Redazione web