Il Tirreno

Lucca

Disoccupato un terzo dei giovani

B.A.
Una manifestazione nazionale di giovani disoccupati
◗
Una manifestazione nazionale di giovani disoccupati

Il 2012, in Lucchesia, sarà un anno di recessione

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Dal 27 al 30 per cento di disoccupati fra i giovani nella fascia di età compresa fra diciotto e trent'anni. E nel 2012 le condizioni ci sono tutte perché la percentuale aumenti, di un punto o anche due. Sulla scia dei dati diffusi dall'Istat sul lavoro in Italia, questi sono i dati e le previsioni snocciolati da Luciano Mati, segretario provinciale Cgil, riguardo la disoccupazione giovanile in Lucchesia.  Secondo la fotografia dell'Istat, fra il 2007 e il 2010 in Italia la percentuale di persone in cerca di occupazione è salità del 39,6 per cento. La disoccupazione in Italia risulta cresciuta nella fascia centrale dei lavoratori (quelli fra 35 e 54 anni) in misura dell'8,1%. Mentre i giovani disoccupati (quelli con meno di trent'anni), in Italia sono 834mila, pari al 39,7% del totale. Secondo l'Istati, il tasso di disoccupazione generale nel 2010 sale all'8,4%, dal 7,8 del 2009.  «La tendenza registrata a livello generale dall'Istat - continua Mati - può essere rapportata al territorio lucchese, i valori sono abbastanza allineati. A Lucca in particolare, da tempo stiamo studiando le dinamiche del settore imprenditoriale, per capire come le aziende reagiscono alla crisi. Possiamo dire che lo snodo è segnato dal rapporto con l'esportazione fuori dall'Europa. In questa fase di calo generalizzato dei consumi a livello europeo, si riesce a salvare chi si è bene inserito nell'export in questi ultimi anni».  Mati non si dice assolutamente ottimista in previsione del 2012. «Il quadro che ci si prospetta non è per niente entusiasmante - continua il segretario provinciale della Cgil -. Temo proprio che ne 2012 ci troveremo a dover gestire la recessione anche sul territorio della provincia di Lucca. Il dato più drammatico riguarda la disoccupazione giovanile, che si conferma stabile, al momento tra il 27 e il 30% di questa fascia di popolazione, ma che nel 2012 peggiorerà. Anche perché, stando alle previsioni di oggi, c'è da aspettarsi che l'anno prossimo perderemo posti di lavoro ad oggi censiti come tali».  Secondo Mati, un aspetto potrà essere determinante per cercare la ripresa: il sostegno delle banche alle aziende che decidono di puntare sull'esportazione. «La sostenibilità delle banche è fondamentale per la ripresa produttiva. Al momento notiamo che le aziende incontrano grandi difficoltà a trovare fiducia negli istituti di credito. Siccome pensiamo che in questa collaborazione possa stare un futuro per l'economia locale, come sindacato ci stiamo adoperando per siglare un accordo per favorire il credito alle imprese volenterose di aprirsi all'estero».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa