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Lucca

Vanno a protestare a Terni

Il corteo dei dipendenti Panem
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Il corteo dei dipendenti Panem

I lavoratori Panem giovedì 22 in corteo alla Novelli

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 ALTOPASCIO. I lavoratori Panem pronti a manifestare a Terni. Probabilmente giovedì 22. È stato deciso al termine del corteo promosso dagli operai, snodatosi per le vie di Altopascio e finito con una serie di interventi sotto le finestre del municipio. «È vero, ci stiamo organizzando. Non lasceremo niente di intentato per cercare di ridare vita ad un marchio storico di questa zona e del settore della produzione del pane a livello nazionale», conferma il segretario provinciale della Flai-Cgil Lino Giovannelli.  I lavoratori raggiungeranno Terni con i pullman e daranno vita ad una manifestazione di protesta davanti alla sede del Gruppo Novelli, l'azienda che in agosto aveva acquistato il 98 per cento della Panem e che ne aveva promesso il rilancio, salvo poi deciderne la chiusura solo pochi giorni fa, dopo un'agonia durata alcuni mesi che ha fatto registrare anche ritardi nei pagamenti degli stipendi.  «Stiamo mettendo a punto i dettagli. Il viaggio salterà solo se ci sarà un miracolo e la Novelli deciderà di tornare sui propri passi, ma la situazione è talmente drammatica che una soluzione di questo genere ci sembra ormai impossibile». La data della protesta pare essere stata fissata per il 22 dicembre, ma la conferma arriverà solo nei prossimi giorni.  Intanto operai e sindacato rimangono in attesa della decisione del tribunale di Monza sul concordato, essenziale per accedere in maniera rapida agli ammortizzatori sociali. Si continua, comunque, a lavorare su più fronti. La Flai-Cgil, infatti, si prepara a portare la vertenza Panem a Roma, all'attenzione del Ministero. È proprio per questo motivo che è indispensabile attivare gli ammortizzatori sociali, dato che diventerebbe più semplice convincere eventuali interessati ad intervenire per il recupero della Panem.  «Le maestranze ci sono - continua a ripetere Giovannelli - e sono molto qualificate. Anche le linee sono pronte a ripartire. Certo, si può pensare ad un ammodernamento, ma nel frattempo quello che c'è basta e avanza per riportare il marchio sul mercato».  Proprio per non perdere questa opportunità, il sindacato ha chiesto al Comune di non cambiare la destinazione degli immobili che ospitano l'azienda, così da poter assicurare la continuità produttiva a chi volesse impegnarsi nel rilancio dello storico panificio. A.B.

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