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I proprietari: «È un dolore ma siamo anziani»
Giovedì chiude "Rosa" la lavanderia del Papa
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Antonia con una veste del Papa 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. La smobilitazione è iniziata da qualche giorno. Gli operai smontano i macchinari, al banco ormai si consegna la merce ma non si accetta più nulla da ripulire. Il motivo è che giovedì 22 chiude la lavanderia "Rosa" in via dell'Angelo Custode, diventata famosa nel 1989 quando Papa Giovanni Paolo II venne in visita a Lucca e la Curia affidò alle sapienti mani di Antonia Petrucci la cura delle vesti di Karol Wojtyla. Compito che la signora, nata a Viareggio e che compirà 73 anni a marzo, assolse con la bravura che tutti le riconoscono. «Chiudiamo con profondo dolore - spiega il marito, Mauro Bedini -: ci arrendiamo all'età e agli accicchi. Mia moglie è caduta e si è fatta male a una spalla. Non ce la fa più a stirare con la velocità e la disinvoltura di un tempo. E allora ci siamo detti che è meglio ritirarci a casa e pensare a una vecchiaia che ci auguriamo tranquilla. Anche se andar via ci dispiace moltissimo». E spiace anche alla affezionata clientela, perché "Rosa" era un punto di riferimento. Dove potevi star sicuro che il lavoro veniva fatto in tempi rapidi e sempre a regola d'arte. «Abbiamo aperto nell'87 - racconta Bedini - subentrando alla storica attività della signora Cecchi. Abbiamo servito tanta gente, compresi gli anziani preti della Casa del Clero e il vescovo Italo Castellani». Il ricordo di Papa Wojtyla è fortissimo. «Fu una grande emozione e un grande onore per noi avere l'incarico di occuparci delle vesti del Papa buono - dice Bedini -. Andò tutto bene e ne fummo davvero felici». D.C.
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