Gioco
I ricercatori del Cnr e dellImt utilizzano gli scatti fatti dai visitatori per capire quali luoghi pubblicizzare
Dalle foto le nuove politiche del turismo
Paola Taddeucci
◗
Un momento del convegno allImt (Vip) Il Duomo, piazza S. Martino e le Mura sono tra gli scenari più cliccati
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Nascono dalle foto e dalla rete le nuove politiche per il turismo. Ne sono certi i ricercatori del Cnr di Pisa e dell'Imt di Lucca che ieri, nella biblioteca di Imt in piazza San Ponziano, hanno presentato il modello di un sistema da loro ideato e finalizzato a prevedere i flussi turistici. Il progetto utilizza migliaia di fotografie scattate dai visitatori, poi immesse su Internet (escluso il network Facebook per problemi di privacy) e confrontate con altri strumenti di informazione della rete, tra cui Wikipedia. Dall'incrocio dei vari dati si possono capire un'infinità di aspetti: quali sono i movimenti del turista; qual è il loro profilo, se cioè ama di più le chiese o i parchi, i musei o i ristoranti; e anche quali eventi, luoghi ed esercizi commerciali, per esempio, sono da pubblicizzare maggiormente. Le cavie di questo sistema - che è valido per ogni città - sono state Firenze e Lucca, sulle quali i ricercatori hanno iniziato lo studio circa due anni fa. Per il capoluogo regionale sono stati analizzati circa 50mila scatti degli ultimi cinque anni, caricati dagli utenti su Flicks (il sito per condividere foto che conta nel mondo circa 60 milioni di contatti), mentre per Lucca le immagini di riferimento sono state quasi 20mila. Dalle quali, inoltre, emerge che il duomo e la piazza San Martino sono i più visitati, seguiti da San Michele, piazza Napoleone, la statua di Ilaria Del Carretto e le Mura, in particolare il tratto vicino alla stazione ferroviaria. Gli autori della ricerca sono Claudio Lucchese, Fabrizio Silvestri e Rossano Venturini dell'Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione del Cnr di Pisa. Quei punti di interesse della città riscontrati nel loro studio, peraltro, sono una costante nei secoli. Lo ha evidenziato Emanuele Pellegrini, dell'Imt, che ha fatto un exursus dal XVI al XX secolo. Dai primissimi inventari manoscritti alle guide vere e proprie, ci sono stati significativi spostamenti di attenzione da parte dei viaggiatori verso l'una o l'altra opera d'arte o monumento della città. Ma questo dipendeva dal fatto che fino a metà del 1800 le opere d'arte e i monumenti della città erano poco conosciuti, perché non esistevano guide complete di Lucca. L'interesse si concentrava, quindi, sui beni artistici più noti. Man mano che uscirono le guide, vennero alla luce anche gli altri capolavori e accanto al duomo e a San Michele, cominciarono a destare attenzione anche l'acquedotto del Nottolini, la torre Guinigi, che imperversava nei documenti all'inizio del Novecento, e le altre bellezze della città. Il convegno è stato introdotto da Maria Luisa Catoni, docente Imt, e da Raffaele Perego, dell'istituto pisano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
