Attenzione
Accuse per gli inviti, minacciate sanzioni
◗
Lassessore Letizia Bandoni con Pieraccioni e sopra il regista allAstra L'assessore Bandoni contro i dipendenti del Giglio: uno scandalo chiedere privilegi
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. L'accusa di aver "requisito" i biglietti omaggio? Una strumentalizzazione di natura politica. E l'averla pronunciata potrebbe essere passibile di provvedimenti disciplinari. È senza sfumature la replica di Letizia Bandoni, assessore alla cultura del Comune di Lucca alle lamentele dei tecnici del Teatro del Giglio che per il mancato invito all'anteprima del film, a loro promessa dalla produzione per la collaborazione prestata durante le riprese, addebitavano la responsabilità proprio a lei. Insomma, due giorni dopo la grande festa della città per l'anteprima del film di Natale di Pieraccioni girato in estate a Lucca, si manifesta qualche retroscena che più che "finalmente la felicità" sembra citare altri film visto che svela relazioni "sull'orlo di una crisi di nervi". «Ritengo del tutto fuori luogo i commenti mossi da alcuni dipendenti del teatro sulla gestione degli inviti all'anteprima del film di Pieraccioni - scrive l'assessore Bandoni - lamentandosi che gli autori delle critiche non si siano dichiarati e non si siano rivolti a lei - sono commenti mossi ai soli fini politici visto che l'attacco è rivolto a me personalmente con toni squisitamente politici. Intanto mi auguro che chi ha scritto non abbia la velleità di rappresentare tutti i dipendenti del Teatro del Giglio che hanno, sicuramente, maggior senso morale dell'ironico autore. È veramente scandaloso che si chieda che gli sia accordato un privilegio che nessun altro singolo collaboratore ha preteso. Forse perché chi scrive fa politica più della sottoscritta alle spalle del Teatro cioè a spese della comunità senza nessun mandato politico? Ma la questione morale la lascio alla coscienza del mittente della missiva». L'assessore poi speiga che la proiezione di mercoledì ha visto partecipare tutti i rappresentanti istituzionali degli enti che hanno collaborato alle riprese del film e anche del Teatro del Giglio, nella persona del presidente e del direttore, regola valsa per tutti gli altri enti. «Anche il personale dell'Istituto Boccherini - aggiunge - ha proficuamente collaborato alle riprese, e, come quello del Teatro, non ha potuto partecipare alla proiezione di mercoledì riservata alle autorità cittadine e agli ospiti della Medusa film. Nemmeno le comparse hanno avuto modo di partecipare, e molte hanno voluto interfacciarsi con me e a tutte è stata chiara la situazione senza nessuna sbavatura. Invece questi dipendenti hanno scelto la via della becera polemica politica. Ed è gravissimo poiché non si usa un ente pubblico da dipendente per fare politica: è del tutto inaccettabile e passibile forse di provvedimenti disciplinari». ComDopo la minaccia di provvedimenti, Letizia Bandoni si augura che il Teatro «non si senta rappresentato da un simile atteggiamento, sarebbe un duro colpo per i dipendenti già troppo spesso costretti alla ribalta per posizioni lontane dal comune sentire». In ogni caso, l'assessore oltre a ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla produzione del film, si chiede polemicamente: «E se la produzione aveva fatto delle promesse a quei dipendenti, perché non hanno accusato la produzione per non averle mantenute? Insomma, questa cosa mi è molto dispiaciuta, e secondo me, fa male a tutti i dipendenti del Teatro che, di certo, non ne escono a testa alta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
