Il Tirreno

Lucca

Il giorno dopo la prima, ecco il punto di vista di studenti che hanno fatto le comparse

Poca Lucca nel film, e troppi tagli

Rossella Lucchesi
Pieraccioni con l’attore Buscemi nella sala del cinema Moderno
◗
Pieraccioni con l’attore Buscemi nella sala del cinema Moderno

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. «"Finalmente la felicità" è un film, non un documentario su Lucca, che comunque ringrazio per la calorosa accoglienza e l'affetto dimostrato alla troupe durante le riprese».  Così Alessandro Calosci, produttore dell'ultima fatica cinematografica di Leonardo Pieraccioni, replica a chi si aspettava di vedere più inquadrature sulla città. «Una produzione cinematografica ha i suoi tempi- prosegue - ed è normale che in fase di montaggio alcune scene subiscano tagli nel rispetto dei regolamenti, decisi prima dell'inizio delle riprese.  «Si potevano comunque aumentare i tempi delle ambientazioni a Lucca dove la troupe è rimasta per un mesi girando la maggioranza delle scene», osserva Matteo Cammisa, laureando al Boccherini che ha seguito passo passo la lavorazione del film, coordinando i musicisti e come comparsa in alcune scene. Secondo il musicista, il film ha subito troppi tagli che hanno influito negativamente sull'immagine di Lucca a vantaggio della Sardegna. «I tagli - continua - hanno condizionato negativamente molte scene che così appaiono improvvise e non adeguatamente introdotte. Nonostante ciò il film è piacevole, rilassante. Ma credo che ruoli come quello che ha nel film non si addicano più a Pieraccioni, che non è più il ragazzino del Ciclone, ma un uomo di quasi cinquant'anni che non può in eterno recitare la parte dell'innamorato della bella fanciulla, deve proporsi per ruoli che più si addicano alla sua età, ma sempre in chiave ironica».  «Pieraccioni è un mostro dello spettacolo con una lunga esperienza nel cabaret», aggiunge Luca Florida, studente in pianoforte al Boccherini e comparsa in alcune scene del film, deluso per «la troppa pellicola rimasta nella macchina da presa».  Tra il pubblico della prima, anche il consigliere comunale Danilo Piuppani, sorridente e quasi stupito di vedersi al cinema, anche se solo per pochi secondi nella scena girata alla stazione. Anche lui concorda sui troppi tagli, «ripagati dalla simpatia del protagonista che come pochi altri nello spettacolo ha conservato una grande semplicità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa