Il Tirreno

Lucca

Affari e politica, altre indagini

Il procuratore Aldo Cicala e il sostituto Fabio Origlio (Vip)
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Il procuratore Aldo Cicala e il sostituto Fabio Origlio (Vip)

La Procura va avanti: ha due filoni ancora top secret

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 LUCCA. Sono diversi i filoni d'indagine sui rapporti tra politica e affari aperti dalla procura tra il 2010 e il 2011. Non c'è soltanto quello legato all'inchiesta sulla presunta corruzione nell'ambito di importanti operazioni immobiliari come la riqualificazione dello stadio Porta Elisa e la costruzione di un nuovo quartiere S. Anna. La procura ha aperto un fascicolo anche sui finanziamenti ai partiti nella campagna elettorale delle amministrative 2007 che vede indagato il sindaco Mauro Favilla, esiste un altro incartamento sui rapporti tra l'ex assessore Marco Chiari e l'imprenditore Giovanni Valentini. Ci sono un paio di filoni d'indagine ancora top secret, sempre legati a intrecci tra politica e affari, che potrebbero portare a sviluppi nei primi mesi del 2012.  Quindi, almeno in apparenza, la decisione della Corte di Cassazione - che conferma l'annullamento delle misure cautelari nei confronti di politici, professionisti e imprenditori accusati di corruzione, falso e abuso d'ufficio già disposto dal tribunale del Riesame - non frena i magistrati. «Attendiamo di leggere il dispositivo e le motivazioni» si limitano a dire dall'ufficio requirente del palazzo di via Galli Tassi. Certo, l'intervento della Suprema Corte peserà in sede processuale visto che viene affermato il principio che il gip non avrebbe dovuto firmare quelle ordinanze di arresto nei confronti dell'ex super assessore comunale Marco Chiari, dell'ex dirigente comunale all'urbanistica Maurizio Tani, dell'imprenditore Giovanni Valentini amministratore della società immobiliare Valore e dei professionisti Andrea Ferro e Luca Antonio Ruggi. Non solo. Peserà anche l'accoglimento, da parte della Cassazione, del ricorso sul sequestro dei beni (soldi e terreni sino a 18 milioni) alla Valore spa di Prato, ritenuti dall'accusa provento dell'accordo corruttivo. Annullando l'ordinanza del tribunale di Lucca e rinviando la decisione a un nuovo collegio lucchese di composizione diversa, resta da capire se i beni e i terreni, tuttora sotto sequestro, torneranno nella disponibilità della Valore in tutto o in parte.  L'impressione è che adesso la procura accelererà i tempi di chiusura dell'indagine sulla presunta corruzione nelle due grandi operazioni immobiliari. Non più a maggio - data naturale di scadenza proroga - ma verosimilmente entro febbraio. I carabinieri del reparto investigativo - che lavorano con il sostituto procuratore Fabio Origlio - hanno consegnato la scorsa settimana il sesto rapporto sulla presunta corruzione nella pubblica amministrazione. Nuovi indizi e nuove testimonianze sono al vaglio della procura. Le carte saranno scoperte solo al momento della richiesta di rinvio a giudizio.

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