Gioco
«Non resto presidente di una Provincia svuotata di funzioni»
Baccelli insiste: si dimetterebbe anche se l'ente restasse in piedi fino alla scadenza naturale ma senza poteri
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LUCCA. Cambia la norma (per l'ennesima volta), ma non la posizione di Stefano Baccelli: non resterà a fare il presidente della Provincia se tutte le funzioni verranno delegate a Comuni e regione. Nemmeno se l'ente rimanesse in vita, fino alla scadenza naturale del mandato, il 2016 nel caso di Lucca. L'ultima - la quarta - versione della rivisitazione delle province prevede infatti che gli enti trasferiscano le proprie competenze entro il 31 dicembre del 2012, rimanendo in carica, però, fino alla scadenza naturale del mandato. «Credo che questa ennesima proposta di modifica dell'organizzazione delle Province - attacca Baccelli - rasenti l'analfabetismo istituzionale. Il timore che lo svuotamento per decreto delle Province venga dichiarato incostituzionale favorisce la presentazione di proposte, anche da parte del governo, caratterizzate da incoerenza. È inconcepibile voler tenere in piedi per anni, fino alla scadenza del mandato, un ente e al tempo stesso svuotarlo delle proprie funzioni». Questa operazione - insiste Baccelli - crea solo «imbarazzo» negli amministratori «che si trovano divisi fra il dovere morale di tutelare i dipendenti dell'ente e i progetti impostati e la coscienza di non poter gestire un ente che, nella sostanza, non esiste più». Senza troppi giri di parole, Baccelli ribadisce che non resta a fare «il presidenti di un ente privo di funzioni. Non mi interessa guidare una finta Provincia. Capisco che in questo ruolo non sono responsabile solo di me stesso, ma è impensabile di chiedere a un amministratore serio di restare al proprio posto a non fare nulla». In questa fase di grande incertezza, comunque, Baccelli preferisce concentrarsi sui progetti da avviare in modo definitivo, da quello per costruire il nuovo ponte sul Serchio all'appalto dei lavori per la messa a norma delle scuole superiori. «In questi mesi - conclude il presidente - voglio blindare tutti gli interventi che ci siamo impegnati a realizzare in questo mandato. Poi si vedrà quello che accade. Posso solo ribadire che se si vuole parlare di riforma delle Province in termini di diritto, la via maestra da percorrere è quella della legge costituzionale. Altre strade non ce ne sono. Di sicuro non si può agire per decreto». i.b. DIPENDENTE PUBBLICA Lavora poco, 71 euro trattenuti Ha lavorato meno di quanto previsto sul contratto e la Provincia ha deciso di toglierle 71 euro dallo stipendio, per pareggiare i conti. Il provvedimento riguarda un'impiegata a tempo indeterminato di Palazzo Ducale che deve lavorare 36 ore settimanali. Ma l'ufficio personale ha rilevato che «al 30 novembre, la dipendente presenta sul cartellino un saldo negativo». In particolare l'impiegata doveva recuperare 7 ore e 32 minuti. Perciò ha proposto all'amministrazione di «azzerare il debito orario mediante trattenuta sullo stipendio di dicembre». Per cui rinuncerà a 71,95 euro per 7 ore, mantenendo un debito residuo di 32 minuti sul cartellino presenze.
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