Il Tirreno

Lucca

Senza esito l’incontro con l’azienda a Palazzo Ducale, stamani corteo dei lavoratori

La Panem conferma la chiusura dello stabilimento di Altopascio

Arianna Bottari
Il presidio dei lavoratori alla Panem di Altopascio
◗
Il presidio dei lavoratori alla Panem di Altopascio

2 MINUTI DI LETTURA





 ALTOPASCIO. La Panem non riprenderà la produzione. Il Gruppo Novelli, durante l'incontro tenutosi ieri pomeriggio in Provincia, ha ribadito la volontà di chiudere lo stabilimento di Altopascio e di non aprire agli ammortizzatori sociali. Giudizio durissimo da parte dei sindacati, che si sono detti pronti a ricorrere alle vie legali.  Anche per tutelare il marchio del pane Buralli, ora prodotto in altri stabilimenti del gruppo. Questa mattina, alle 9.30, i lavoratori della Panem partiranno in corteo dal presidio davanti ai cancelli dell'azienda per raggiungere il municipio di Altopascio.  «Non è andata affatto bene». Sono bastate poche parole a Lino Giovannelli, segretario provinciale della Flai-Cgil, per far capire che per i 60 lavoratori della Panem la situazione si sta facendo ancora più drammatica. Sindacato e operai avevano riposto molte speranze nell'incontro tenutosi ieri pomeriggio in Provincia. Erano presenti, oltre a Giovannelli, gli assessori Francesco Bambini e Mario Regoli, un rappresentante della Regione, le Rsu, il sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti, ed i rappresentanti del Gruppo Novelli.  Sono stati proprio questi ultimi a far capire fin dall'inizio che la trattativa non sarebbe mai iniziata. L'azienda ha confermato il blocco degli impianti a causa dei costi elevati, in attesa che il Tribunale si pronunci sulla richiesta di concordato che segue alla decisione di mettere in liquidazione la società.  Durissimo il giudizio di Regoli e Bambini: «Di fronte a dichiarazioni come quelle del Gruppo Novelli sullo stato di crisi dello stabilimento, o come quelle dell'azienda, secondo cui conviene pagare i dipendenti in uno stato di blocco della produzione invece di far ripartire gli impianti, si rasenta l'assurdo. A poche settimane dall'acquisizione di un marchio leader nel settore, con una ditta che occupa 65 dipendenti, è iniziato il disimpegno da parte del gruppo. Inaccettabili e difficilmente credibili le scelte della Novelli».  Rincara la dose Giovannelli: «La mediazione non è servita. Nessuna proposta è stata accettata, neanche la cassa integrazione volta alla ristrutturazione e alla ripresa della produzione. Siamo pronti a procedere in qualsiasi modo, anche legalmente. Per esempio, vogliamo fare chiarezza sulla produzione del pane Buralli, un pane certificato come pane di Altopascio e che ora viene prodotto in altri stabilimenti del Gruppo e commercializzato servendosi di un'altra azienda».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa