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Lucca

Kme, altri dieci milioni

N.B.
Italo Romano ad della Kme
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Italo Romano ad della Kme

Il gruppo punta sul sito di Fornaci

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 FORNACI. I vertici di Kme credono nello stabilimento di Fornaci. E dopo i dieci milioni per il forno fusorio (che entrerà a regime tra un anno), altrettanti sono previsti per il 2012. Lo scopo: portare in Mediavalle le produzioni più richieste dai mercati internazionali. In cambio, Kme chiede fiducia e velocità. La velocità, intesa come capacità di prendere decisioni condivise che tengano conto dei tempi dell'economia, ancora non è presente, sostiene l'azienda.  Italo Romano, amministratore delegato di Kme Group, parla (con Michele Manfredi, direttore dello stabilimento) dello stato di salute del gruppo e dello stabilimento di Fornaci. «L'investimento per il forno - dice Romano - rappresenta il 25% degli investimenti generali del gruppo, nei 12 stabilimenti in Europa e nel mondo. Però, c'è in giro grande concorrenza e competitività, anche nel gruppo stesso. Perciò, tutte le decisioni vanno prese velocemente, i tempi del mercato sono diversi da quelli della burocrazia».  Il riferimento è a Provincia e Arpat, che, dice l'azienda, hanno rilasciato le autorizzazioni per il forno solo in questi giorni, nonostante le richieste fossero pervenute mesi fa.  Continua l'ad di Kme: «Si chiede a istituzioni e sindacati cambiamenti e produttività. Noi stiamo facendo la nostra parte, gli altri facciano altrettanto. Perdere tempo significa restare indietro con la concorrenza, con conseguenze drammatiche».  Riguardo poi alla riorganizzazione del lavoro all'interno delle lingottiere, la distanza tra azienda e Fiom è siderale, e Romano non si nasconde: «È un tema che conosciamo bene, ma non ho trovato grande disponibilità. Ci sono trattative in corso, ma mi preoccupano i tempi lenti per venirne a capo». Da cinque anni a questa parte, la tipologia di produzioni all'interno del polo fornacino è cambiata; se fino al 2006 si realizzavano solo prodotti per l'edilizia, ora la produzione si è spostata sulle forniture industriali. Kme dice di avere fatto scelte radicali: «Tagliare "rami secchi" e puntare sulle eccellenze del gruppo. E Fornaci è una di queste, visto che il 90% dell'attività dei siti in Francia e Spagna si è trasferito in riva al Serchio».

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