Il Tirreno

Lucca

«Allora la giustizia esiste»

«Allora la giustizia esiste»

Chiari riceve la notizia in clinica a Cisanello

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  LUCCA. Il telefono gli squilla in clinica, intorno alle 6 del pomeriggio. Marco Chiari ascolta in silenzio le parole del suo avvocato, Carlo Di Bugno. Poi non si trattiene: «In questo momento provo una grande soddisfazione. Oggi ho avuto la conferma che la giustizia esiste».  Oltre non va l'ex super assessore Marco Chiari, considerato dalla Procura il perno della presunta corruzione nella pubblica amministrazione. Ma non c'è nemmeno da andare oltre. Ci ha pensato la Cassazione a smontare l'inchiesta che lo ha bollato - tramite intercettazioni telefoniche - come "la Volpe del deserto", il vero furbetto del quartierino lucchese. E lui riesce a ripetere solo che è felice.  Soddisfatti anche i legali dei vari imputati. La loro tesi difensiva è stata accolta senza se e senza ma dalla Cassazione. «A questo punto - dice l'avvocato Luigi Velani, legale di Andrea Ferro - c'è da attenderci una riflessione da parte dell'accusa. Sono contento che la Cassazione abbia escluso qualsiasi attività illecita o consorteria da parte del mio assistito. Segno che quanto andavamo dicendo dall'inizio dell'indagine era serio e corretto». Sulla stessa lunghezza d'onda l'avvocato Maurizio Campo, legale di Luca Ruggi: «Con la decisione odierna della Suprema Corte penso che il procedimento, a meno di nuovi scenari prospettabili da parte dell'accusa sulla base di un'attività istruttoria di cui nulla è dato conoscere, debba ritenersi concluso. Vorrei sperare, a questo punto, che sia il pubblico ministero sia il giudice delle indagini preliminari abbandonino quella che, già all'indomani del provvedimento dei giudici fiorentini, mi è parsa un'ingiustificata resistenza nel mantenere a carico del mio assistito il sequestro preventivo delle somme depositate sui conti correnti (30mila euro, ritenuto dall'accusa provento della corruzione) in ordine alle ipotesi di reato fino ad oggi sostenute dagli stessi».  Soddisfatti anche gli avvocati Giulia Padovani (legale di Giovanni Valentini) e Francesco Marenghi che ha presentato il ricorso per il dissequestro dei terreni di S. Donato e dei beni della Valore sino a un massimo di 18 milioni: «Vittoria su tutto il fronte - dicono - visto che la Cassazione ha riconosciuto l'assenza di reato. Il provvedimento della procura era debole e l'impugnazione al Riesame non è stata accolta dalla Suprema Corte. Riguardo ai terreni, l'accoglimento con rinvio ci soddisfa e ora il tribunale cautelare reale di Lucca dovrà far riferimento alla decisione della Cassazione considerato l'abnorme sequestro preventivo incongruo con l'ipotesi di reato». L'architetto Giovanni Valentini riceve dal Tirreno la notizia della decisione della Cassazione: «Sono soddisfatto e continuo ad aver fiducia nella giustizia. Di fronte a quanto mi è accaduto non ci sono parole. Ma vado avanti sicuro che alla fine la verità emergerà con forza». L.T.

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