Il Tirreno

Lucca

Svaligiato il bar Tekila

Luca Tronchetti
Il bar Tekila a Porcari preso di mira dai ladri (vip)
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Il bar Tekila a Porcari preso di mira dai ladri (vip)

Come 26 mesi fa eluso l'allarme e forzate le slot machine

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 PORCARI. Ventisei mesi dopo la banda dei bar compie un furto fotocopia ai danni del Bar Tekila in via dei Casoni a Porcari. Obiettivo: il denaro contenuto all'interno delle sette-otto slot machine che si trovano nella sala dei giochi del locale. E come nell'ottobre del 2009 la gang riesce a impossessarsi dei soldi - da un primo inventario una somma di poco inferiore ai diecimila euro - eludendo il sistema d'allarme collegato con le forze dell'ordine. Sono le 4 del mattino quando la sirena entra in funzione. Ma i ladri sono giù uccel di bosco e i carabinieri - al loro arrivo - possono soltanto effettuare rilievi di carattere scientifico mentre la titolare del Bar Tekila, Alessandra Serafini residente a Segromigno, attende comunicazioni della ditta pisana licenziataria dei videopoker per aver maggior contezza dell'ammontare del furto subito.  COLPO DA MAESTRI  Ad agire sono stati professionisti del crimine. Forse gli stessi che 26 mesi fa svaligiarono il punto di ritrovo nel territorio di Porcari. Dopo essersi aperti un varco all'esterno dell'edificio muniti di picozza e scalpello hanno praticato un foro sul retro del locale. Un buco con una circonferenza di un metro dal quale sono entrati. Sapevano i malfattori che il gestore del bar inserisce sempre un sistema antifurto, collegato con la sua abitazione e le forze di polizia. E, probabilmente, conoscevano la collocazione dei fili e dei sensori. Come un commando attrezzato per operazioni di guerriglia i componenti la gang hanno strisciato per diversi metri emulando il «passo del giaguaro» ben conosciuto alle forze armate. Superato il pericolo antifurto sono entrati nella saletta delle slot machine e le hanno spaccate assieme alla macchinetta cambiasoldi.  FUGA SENZA RISCHIO  Una volta sistemato il denaro in sacchetti o nelle tasche di giubbotti e pantaloni i ladri hanno effettuato il percorso inverso. Stavolta però non hanno guardato troppo per il sottile e non hanno ripetuto il «passo del giaguaro». La sirena è entrata in funzione, ma i malviventi avevano fatto bene i loro calcoli. Fuori ad attenderli c'era un'auto. Sono saliti a bordo e si sono dileguati nell'oscurità.

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