Il dolore
Corruzione nella pubblica amministrazione
La Cassazione decide sul ricorso della procura
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Il pm Fabio Origlio 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. La quinta sezione della Corte di Cassazione potrebbe decidere anche stasera tra le 19 e le 20 sul ricorso presentato dalla procura in merito all'inchiesta sulla presunta corruzione nella pubblica amministrazione. Come potrebbe - per problemi di notifica - rinviare a dopo le feste di Natale senza nemmeno prendere in esame le tesi dell'accusa. Di certo c'è che il rigetto del ricorso sarebbe possibile soltanto se lo stesso fosse manifestatamente illogico, contraddittorio oppure se mancassero le contestazioni del caso. Ma le contestazioni - da parte della procura verso la decisione del Riesame di annullare il provvedimento che portò in carcere Chiari e Tani e ai domiciliari Valentini, Ferro e Ruggi - ci sono tutte. Per il procuratore Aldo Cicala e il sostituto Fabio Origlio i fatti sono stati travisati dal tribunale della Libertà di Firenze, le prove e le intercettazioni ignorate con conclusioni che aderiscono «pedissequamente» alla tesi difensiva. Per la procura i protagonisti della vicenda avrebbero commesso, a vario titolo, i reati di corruzione, falso e abuso d'ufficio. Sarebbero state pagate tangenti, sotto forma d'incarichi professionali, date o promesse agli amici e ai colleghi dell'ex super assessore Marco Chiari per favorire le operazioni immobiliari del gruppo Valore. Operazioni, per l'accusa, confezionate su una variante urbanistica basata su dati sbagliati. Ad attendere il pronunciamento della Suprema Corte ci saranno i legali degli indagati. Al di là della decisione l'inchiesta, che vede otto persone iscritte nel registro degli indagati, continua.
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