Sicurezza
Presidio dei sindacati davanti alla prefettura
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LUCCA. Puntuali all'appuntamento, esponenti sindacali di Cgil, Cisl e Uil si sono riuniti davanti la prefettura, nel cortile degli Svizzeri, per il presidio di protesta alla fine della giornata di sciopero. In tutto, circa un centinaio di persone.
Prima ancora che avessero concordato la protesta a livello nazionale, i sindacati confederali della provincia di Lucca l'avevano già fissata: ore 16,30 di lunedì 12 dicembre (oggi) davanti alla prefettura. «E per questo siamo anche stati sgridati - dice il segretario provinciale Cisl Antonio Malacarne -. Invece ci siamo rivelati precursori: l'accordo a livello nazionale, per la protesta, è arrivato poco dopo».
I motivi che portano allo sciopero di oggi (di cui il presidio sarà l'epilogo) nascono, spiega ancora Malacarne, «dai problemi sorti dopo l'incontro a livello nazionale sulle richieste che avevamo fatto: il mantenimento dell'indicizzazione dei trattamenti pensionistici, la pensione di anzianità: non può passare che chi è nato nel 1952 deve aspettare sei anni, è un dato che va modificato.
E sulle pensioni di vecchiaia è inaccettabile passare da 62 a 65-66 anni, tenendo conto anche di lavoratori, uomini e donne, che fanno mestieri pesanti. E per finire l'Imu: abbiamo richiesto di portare da 200 a 500 euro la sogliadell'abbattimento, per facilitare i lavoratori dipendenti». Secondo il segretario provinciale Cisl Giovanni Bolognini, «delle tre parole chiave usate dal presidente del consiglio Monti, vale a dire "rigore, equità sociale e crescita", solo la prima è stata attuata. Ma più che di rigore, la manovra è stata un calcio di rigore, un fatto gravissimo per chi vive di solo lavoro dipendente. La patrimoniale non c'è neanche stavolta, lo sviluppo non si capisce da dove possa venir fuori. Se qualcuno spende meno sono solo le aziende. Mentre che vive con pensioni basse, dovrà tirare la cinghia ancora di più: sembrava che fosse partito un coinvolgimento di tutti i soggetti nella discussione, invece il governo ha convocato le parti solo per dire cosa avrebbe fatto, non per fare insieme. Non accettiamo questo modo di fare, per questo protestiamo».
Prima ancora che avessero concordato la protesta a livello nazionale, i sindacati confederali della provincia di Lucca l'avevano già fissata: ore 16,30 di lunedì 12 dicembre (oggi) davanti alla prefettura. «E per questo siamo anche stati sgridati - dice il segretario provinciale Cisl Antonio Malacarne -. Invece ci siamo rivelati precursori: l'accordo a livello nazionale, per la protesta, è arrivato poco dopo».
I motivi che portano allo sciopero di oggi (di cui il presidio sarà l'epilogo) nascono, spiega ancora Malacarne, «dai problemi sorti dopo l'incontro a livello nazionale sulle richieste che avevamo fatto: il mantenimento dell'indicizzazione dei trattamenti pensionistici, la pensione di anzianità: non può passare che chi è nato nel 1952 deve aspettare sei anni, è un dato che va modificato.
E sulle pensioni di vecchiaia è inaccettabile passare da 62 a 65-66 anni, tenendo conto anche di lavoratori, uomini e donne, che fanno mestieri pesanti. E per finire l'Imu: abbiamo richiesto di portare da 200 a 500 euro la sogliadell'abbattimento, per facilitare i lavoratori dipendenti». Secondo il segretario provinciale Cisl Giovanni Bolognini, «delle tre parole chiave usate dal presidente del consiglio Monti, vale a dire "rigore, equità sociale e crescita", solo la prima è stata attuata. Ma più che di rigore, la manovra è stata un calcio di rigore, un fatto gravissimo per chi vive di solo lavoro dipendente. La patrimoniale non c'è neanche stavolta, lo sviluppo non si capisce da dove possa venir fuori. Se qualcuno spende meno sono solo le aziende. Mentre che vive con pensioni basse, dovrà tirare la cinghia ancora di più: sembrava che fosse partito un coinvolgimento di tutti i soggetti nella discussione, invece il governo ha convocato le parti solo per dire cosa avrebbe fatto, non per fare insieme. Non accettiamo questo modo di fare, per questo protestiamo».
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