La protesta dei metalmeccanici, in settecento sfilano nel centro storico
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LUCCA. Settecento lavoratori delle aziende metalmeccaniche di tutta la provincia hanno sfilato stamani nel centro storico cittadini. E non solo a causa della manovra del governo Monti, ma anche per le scelte della Fiat, come spiega Massimo Braccini, segretario provinciale Fiom Cgil. «Una manifestazione organizzata all'ultimo momento - racconta l'esponente sindacale -, nonostante ciò la risposta, da parte delle lavoratrici e dei lavoratori è stata massiccia. Hanno partecipato le le Rsu delle maggiori aziende metalmeccaniche, con i lavoratori. Ci siamo trovati in piazza Napoleone alle 9,30 per il presidio». Mezz'ora dopo il corteo ha cominciato a snodarsi per le vie del centro. «Settecento presenze è un risultato importante - continua Braccini -, visto che è stata un'iniziativa pressoché improvvisata. Anche l'adesione allo sciopero nel comparto metalmeccanico provinciale è stata in massa. Alla Kme di Fornaci di Barga, la produzione si è fermata, alla Corghi di Pieve Fosciana l'adesione dei dipendenti alla protesta è stata al cento per cento; anche alla Perini la produzione si è fermata. Siamo soddisfatti». Il comizio conclusivo si è svolto sempre in piazza Napoleone verso mezzogiorno. Dice Braccini: «Siamo scesi in piazza contro la manovra iniqua, ingiusta, inaccettabile del governo Monti, ma anche contro la Fiat che esce dal contratto nazionale e mette in discussione la libertà sindacale. Anche da sola, la Fiom riesce a portare in piazza molte persone». Alle 16, nuovo momento di protesta in questa giornata di sciopero: a quell'ora è previsto il presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti la prefettura.
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