Il dolore
Fornaci, presto attivo il forno fusorio
Kme chiede più flessibilità
Barbara Antoni
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FORNACI DI BARGA. È già installato ed entrerà in attività all'inizio del 2012 il nuovo forno fusorio nello stabilimento Kme, primo gruppo al mondo nei prodotti intermedi in rame e leghe. Un investimento ingente (circa dieci milioni) che incrementerà (e diversificherà) la produzione dello stabilimento (un'aggiunta di 10-15mila tonnellate di prodotti destinati al mercato dell'edilizia e delle coperture). E che porterà anche cambiamenti negli organici e nella programmazione del lavoro nello stabilimento fornacino. In una parola: richiederà, come spiega la stessa azienda, uno sforzo in flessibilità. Proprio per giungere a questo scopo, continua Kme (che ha 12 stabilimenti in Italia, uno in cina, con un fatturato annuo di tre miliardi di euro e 6.500 dipendenti in totale) «chiediamo un comportamento responsabile di tutti gli attori sociali dell'area, vale a dire enti pubblici e sindacati, che finora non è stato molto evidenziato. Ma siamo certi che d'ora in avanti sarà così. Anzi siamo certi che la nostra esigenza sarà sicuramente recepita». Il nuovo forno fusorio - è ancora l'azienda che lo sottolinea - «sarà l'elemento clou per fare dello stabilimento di Fornaci un centro di eccellenza, per migliorarne la competitività: la condizione necessaria e indispensabile per guardare al futuro. Progetti come quello del forno - aggiunge Kme - sono tutti in positivo. Ma se ci sono ritardi nelle procedure con le istituzioni, anche il percorso dei progetti si rallenta». Quello del forno fusorio invece è un percorso avviato da tempo, ma sul suo cammino «ha incontrato troppi ritardi - spiega Kme -. Da parte sindacale, aspettiamo più aperture alla flessibilità interna. Occorre adeguarsi alle nuove esigenze del mercato, che oggi richiede una qualità migliore e volumi più ridotti. Se vogliamo salvare lo stabilimento, occorre che diventi un centro di eccellenza».
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