Il Tirreno

Lucca

Nessun incarico per i professionisti lucchesi nella gara da un milione e 250mila euro

Piuss, snobbati i tecnici locali

La Manifattura e Di Bugno (Vip)
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La Manifattura e Di Bugno (Vip)

Direzione lavori e collaudi a studi di Modena, Reggio Emilia e Firenze

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LUCCA. Il Piuss non porta lavoro ai professionisti locali. Va tutto a grandi studi tecnici dell'Emilia Romagna e di Firenze l'appalto da oltre 1 milione e 250mila euro per la direzione lavori, il coordinamento della sicurezza e il collaudo degli interventi di riqualificazione del centro storico, finanziati in buona parte dall'Unione Europea.  Il timore espresso dagli ordini professionali locali, dunque, si trasforma in certezza: saranno professionisti "forestieri" a svolgere le mansioni che il Comune, in prima battuta, aveva affidato al Provveditorato delle Opere pubbliche della Toscana. Ma questo era l'anno scorso. Prima che il dirigente dell'ente venisse arrestato per l'inchiesta sulla corruzione legata alla ristrutturazione della ex scuola dei Marescialli di Firenze.  Questa inchiesta riguarda anche gli incarichi che il Provveditorato avrebbe promesso per il Piuss di Lucca: tanto è bastato all'amministrazione comunale per rescindere la convenzione siglata con l'ente e per andare a cercare altrove i professionisti ai quali affidare i servizi tecnici del Piuss, attraverso una gara suddivisa in tre lotti. L'aggiudicazione ufficiale è prevista in tempi brevi.  PRIMO LOTTO  Si tratta di un incarico, a base d'asta, di 520mila euro per la direzione lavori, coordinamento della sicurezza, consulenza contabile e assistenza tecnica al collaudo di tre importanti cantieri: il recupero dell'ex convento di San Domenico, il recupero della ex Manifattura Tabacchi e la realizzazione di un terminal per i bus turistici.  Le buste con le offerte sono state aperte il 22 settembre. Vincitore (almeno in sede provvisoria) di questo appalto risulta la Politecnica ingegneria e architettura scarl, società cooperativa a responsabilità limitata con circa 200 addetti, 4 sedi - Modena, Bologna, Firenze, Catania - e una filiale anche a Malta. Lo studio si è aggiudicato l'incarico applicando anche un ribasso del 30% sulla base d'asta (non il più alto in assoluto). SECONDO LOTTO  Riguarda l'affidamento degli incarichi tecnici per il recupero del San Romano, dell'ex caserma Lorenzini e del teatro del Giglio. Anche in questo caso, avrebbe vinto la Politecnica ingegneria e architettura scarl, ma ha rinunciato: infatti, il bando - predisposto dal dirigente comunale all'edilizia e urbanistica, Mauro Di Bugno, prevede che uno stesso soggetto possa aggiudicarsi un solo lotto. Considerato che quello del San Romano ha una base d'asta di 320mila euro, inferiore a quello della Manifattura, la società cooperativa ha rinunciato a favore del secondo classificato, il Raggruppamento temporaneo di imprese fra STS spa e Laboratorio Architettura architetti associati e altri. Si tratta di un colosso della progettazione con sede a Reggio Emilia. Il ribasso d'asta applicato era del 21,29%, non il più alto. Ma più convincente è risultata la proposta tecnica. TERZO LOTTO  L'incarico (300mila euro a base d'asta) è andato a un raggruppamento temporaneo tra professionisti toscani. A fornire i servizi tecnici per i cantieri all'ex Cavallerizza, nuovo centro di accoglienza turistica, e in piazzale Verdi sarà il raggruppamento fra lo studio Spira di Firenze e lo Studio tecnico Ingegneria Vignoli e Consorti di Prato, che ha proposto un ribasso di poco superiore al 30% sulla base d'asta. i.b.

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