Il Tirreno

Lucca

Meno sconti per garage e cantine

Ilaria Bonuccelli
Contribuenti in coda per pagare l’Ici (foto d’archivio)
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Contribuenti in coda per pagare l’Ici (foto d’archivio)

Ici, ridotte le agevolazioni per le pertinenze dell'abitazione principale

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 LUCCA. Meno sconti per cantine e garage con le nuove regole Ici. Per le pertinenze della prima casa, infatti, sarà possibile pagare l'aliquota ridotta solo per alcuni manufatti, a differenza di quanto prevede oggi il regolamento comunale sull'imposta.  In pratica, se l'abitazione principale è dotata di due cantine o di due garage, l'aliquota da prima casa viene applicata solo a un fabbricato per categoria. La seconda o terza tettoia, il secondo garage e così via pagheranno un'aliquota diversa da quella della prima casa. Il Comune, però - spiega il dirigente del settore finanze, Serafino Turturici - potrà applicare agevolazioni e detrazioni ulteriori rispetto a quelle previste dal decreto Salva-Italia, assumendosene in toto il peso finanziario. Vediamo come. PERTINENZE  Oggi il regolamento comunale consente di assimilare alla prima abitazione tutte le pertinenze. Il decreto Salva-Italia, invece, consente l'applicazione delle agevolazioni per la prima casa (aliquota di partenza al 4 per mille) solo per tre categorie catastali: garage (C/6), cantina o soffitta o magazzino (C/2), tettoia o posto auto (C/7). E le agevolazioni vengono applicate a un solo manufatto per categoria catastale: una sola soffitta, un solo garage, una sola tettoia. Per cui, se una casa ha una cantina e una soffitta, manufatti che appartengono alla stessa categoria catastale, il contribuente dovrà scegliere a quale pertinenza applicare l'aliquota della prima casa.  Inoltre, questi manufatti - precisa la legge - possono anche trovarsi «in prossimità dell'abitazione, ad esempio separate da strada», ma non possono essere troppo distanti o in un altro comune. Anche perché queste pertinenze «devono essere destinate al servizio di abitazione in modo durevole». PRIMA CASA  L'aliquota di partenza sarà del 4 per mille, anche se il Comune potrà ridurla fino al 2 per mille o alzarla al 6 per mille. Inoltre, il Comune potrà anche aumentare la detrazione consentita di 200 euro fino al massimo dell'imposta dovuta dal contribuente, ma il peso di questo ulteriore sconto graverà esclusivamente sulle sue casse. Ad esempio, se un contribuente deve pagare 250 euro di Ici sulla prima casa, il Comune può decidere di esentarlo dal pagamento dell'intero importo. Tuttavia non potrà recuperare questi 50 euro di sconto ulteriore attraverso l'aumento di altre aliquote, come quella per gli immobili non affittati. SCONTI ULTERIORI  La norma prevede che il 50% del gettito Ici, ad esclusione di quello delle prime case, pertinenze e fabbricati rurali, venga trasferito allo Stato. Inoltre il decreto Salva-Italia consente ai Comuni di applicare anche sconti ulteriori rispetto a quelli indicati nella legge. Tuttavia la riduzione di gettito grava solo sulle casse comunali. L'ente, infatti, deve trasferire allo Stato il 50% del gettito considerato al netto degli sconti ulteriori. IMMOBILI AFFITTATI  Prevista, infine, un'aliquota agevolata - identica a quella che il Comune stabilirà per la prima casa - anche per gli immobili che vengono dati in affitto: case, negozi, uffici. LE NUOVE ALIQUOTE  Le nuove aliquote dovranno essere approvate dal consiglio comunale, sulla base dei parametri di riferimento contenuti nel decreto Salva-Italia. Ovviamente, saranno applicate dal 2012: il saldo Ici, da versare entro il 30 dicembre, viene calcolato sempre in base alle aliquote del 2011.

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