Il Tirreno

Lucca

Cassa integrazione alla Colged

Operai al lavoro alla Colged
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Operai al lavoro alla Colged

Vengono coinvolti 32 degli ottanta dipendenti

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 BADIA POZZEVERI. All'azienda Colged produttrice di lavastoviglie industriali, con circa 80 dipendenti, è stato aperto un periodo di cassa integrazione ordinaria, dal 12 al 23 dicembre: potranno essere coinvolti fino ad un massimo di 32 lavoratori.  «Questa cassa integrazione a fine anno ci convince poco. C'è stato un cambio repentino produttivo che vorremmo capire meglio - dice Massimo Braccini segretario della Fiom Cgil -. In questi ultimi mesi in azienda si è fatto molto ricorso ad orari di lavoro straordinari, andando anche oltre la soglia settimanale prevista dal contratto nazionale e senza che sia stato rispettato il normale rapporto contrattuale con la Rsu. Chiederemo un incontro all'azienda per comprendere meglio la situazione e per capire come si intende andare avanti anche rispetto al rinnovo del contratto aziendale che stiamo discutendo da circa un anno e mezzo, ma senza risultato».  La Cgil sostiene che la Colged nel contratto aziendale non solo non si avvicina minimamente alle richieste sindacali riguardo gli aumenti salariali, ma - dice il sindacato - vorrebbe concentrare una cospicua parte delle condizioni economiche legate alla presenza dei lavoratori in modo da decurtare il salario a chi si assenta per malattia, «andando così a peggiorare anche quanto era già previsto nel precedente premio di risultato. La nuova gestione aziendale da un anno a questa parte ha improntato rigidi rapporti aziendali tendenti al maggior controllo dei lavoratori all'interno della fabbrica, tanto che la Rsu è dovuta intervenire più volte proclamando anche varie iniziative di mobilitazione».  La Fiom annuncia che controllerà l'andamento della momentanea flessione produttiva e vigilerà sul comportamento aziendale sul luogo di lavoro e sulla corretta rotazione delle maestranze durante il periodo di cassa integrazione affinché siano rispettati i diritti.  «Inoltre sembra che l'azienda - conclude Braccini - tenti di creare un clima di tensione all'interno del luogo di lavoro e con il sindacato per tentare di giustificare eventuali decisioni. Qualora pensasse di disimpegnarsi nel rapporto produttivo e occupazionale con il territorio se ne dovrebbe assumere tutta la piena responsabilità».

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