Il Tirreno

Lucca

«Alè, ora sì che anche per noi è Natale»

Nadia Davini
La desolazione nell’aula dove sono stati rubati i pc e gli striscioni fuori la scuola
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La desolazione nell’aula dove sono stati rubati i pc e gli striscioni fuori la scuola

Alla notizia del regalo esplode la gioia dei bambini della elementare

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 LUCCA. «Alè! Alè! Alè! Non ci posso credere, che bello!», esulta Andrea, quinta elementare, appena viene a sapere dell'arrivo dei nuovi computer.  «Siamo felicissimi», non fa in tempo a finire la frase che la voce viene totalmente ricoperta da un crescendo di salti, urla di gioia, abbracci. I bambini di quinta della scuola primaria "Fornaciari" a San Filippo non stanno nella pelle: la notizia dell'acquisto, da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dei nuovi computer ha fatto il giro dell'edificio in pochi minuti.  Le maestre si sono alternate in sorrisi e sguardi di incredulità mista a commozione; i bambini, dal canto loro, hanno inscenato salti di gruppo e applausi. Sono tutti in piedi, felici di mostrare il loro entusiasmo e rincuorati dopo la brutta sorpresa che li aveva accolti martedì mattina.  «Non vediamo l'ora di poter riutilizzare il laboratorio di informatica», spiegano diverse bambine, radunate in gruppo, mentre preparano i lavori per Natale. «Non è giusto rubare», si inserirsce nella discussione un altro bambino, occhi neri, profondi. «Rubare in una scuola, poi, è veramente brutto. Noi ci siamo sentiti offesi, perché è come se ci avessero portato via una parte del nostro impegno, dei nostri lavori. Con quei pc facevamo molte cose e le facevamo tutti: dai più piccoli ai più grandi».  Quanto sia importante un laboratorio di informatica in una scuola elementare lo spiega la capoplesso Daniela Bongiorni.  «Una scuola - dice - che non segue anche un approccio informatico-digitale oggi non va più bene. I bambini, anche quelli di prima, sanno già usare il pc. Sanno accenderlo, spegnerlo, sanno muoversi con destrezza, soprattutto per quanto riguarda i giochi e i film. Con il laboratorio di informatica, invece, insegnamo loro ad avere una competenza su altre funzioni, soprattutto quelle che riguardano i documenti di testo, le immagini e i programmi di grafica e disegno. Sono i bambini a realizzare progettazioni con excel e a preparare i lavori di fine anno, librini di poesie compresi». «Quando martedì siamo arrivati a scuola - dice Luca - ci siamo rimasti molto male nel vedere il laboratorio semi vuoto e le maestre dispiaciute e preoccupate. Ma ora è tutto passato».  C'è aria di festa alla "Fornaciari" di San Filippo: il salone di ingresso è tutto addobato per le feste natalizie, i bambini che si occupano della preparazione degli alberelli di natale da appendere al soffitto si rincorrono da una parte all'altra della stanza e si fermano solo per rispondere alla domanda della capoplesso: «Quanto siete contenti dell'arrivo dei nuovi computer?». Loro non ci pensano su troppo, ma subito si lanciano in un tripudio di salti e giravolte, rispondendo a tutta voce: «Tantissimo».  Un entusiasmo che bene si lega con il cartellone gigantesco, formato parete, che spicca in tutta la sua luminosità all'ingresso del salone: "Coltiviamo il senso di appartenza", c'è scritto. Poi, sotto, un grande albero con profonde radici cattura l'attenzione: si parte da "noi apparteniamo alla terra" e si arriva a "noi apparteniamo alla scuola elementare Fornaciari".  E capisci così, con un solo disegno, che il rubare in una scuola non danneggia solo il plesso e le insegnanti. Ma danneggia soprattutto i suoi protagonisti principali: i bambini.

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