Trasporti
Stipendi cancellati
Sparisce l'indennità di 900 euro dei presidenti di circoscrizione
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Finora si erano salvati i presidenti di circoscrizioni. Erano riusciti a scansare, anche se non del tutto, la scure dei tagli ai costi della politica. Dal 2009, infatti, percepiscono un'indennità mensile (lorda) di 900 euro. Meno dei 1.900 euro riscossi dall'inizio della legislatura, ma assaidi più del niente che tocca ai consiglieri di circoscrizione, dal momento che i consigli di quartiere, per legge, non sono più previsti nei comuni con meno di 100mila abitanti. Il decreto "Salva Italia" del premier Mario Monti, però, arriva anche ai presidenti di circoscrizione. Infatti, l'articolo 23, comma 22, del decreto recita testualmente: «La titolarità di qualsiasi carica, ufficio o organi di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione è a titolo esclusivamente onorifico». Fra questi enti, quindi, rientrano anche i consigli di quartiere e, quindi, i loro presidenti, visto che i consiglieri - regolarmente eletti con le amministrative del 2007 - non percepiscono neppure un gettone di presenza. D'ora in avanti, quindi, il Comune risparmierà anche i 900 euro al mese ancora versati ai presidenti (o al commissario, nel caso della circoscrizione del centro storico) indipendentemente dal numero di sedute del consiglio convocate. Altre aziende partecipate interamente dal Comune offrono già oggi solo posti "onorifici": secondo quanto stabilito per legge già nel 2010, infatti, non percepiscono indennità né gettoni di presenza i membri dell'Opera delle Mura e del teatro del Giglio, azienda speciale a totale partecipazione pubblica. Anche il sindaco ha rinunciato, dall'inizio del mandato, al proprio compenso: ma i soldi a lui dovuti vengono spesi ugualmente a sostegno di attività varie. Uno sforzo di riduzione degli stipendi era stato fatto nei giorni scorsi anche alla Provincia: il presidente avrebbe rinunciato a 2mila euro all'anno e gli assessori a mille euro. Ma questo era prima del decreto Monti. Da aprile, infatti, il problema non si porrà più. Nel nuovo consiglio delle Province siederanno solo membri indicati dai consiglio comunali, senza diritto di indennità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google