Il Tirreno

Lucca

Sale l'Iva, tagli ai lavori pubblici

Ilaria Bonuccelli
Lavori di asfaltatura per sistemare il manto stradale in città
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Lavori di asfaltatura per sistemare il manto stradale in città

Enti costretti a ridimensionare le opere per coprire i costi più alti

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 LUCCA. Meno lavori. O progetti ridimensionati. Ad esempio, strade senza il manto di usura, con un fondo lasciato al grezzo. Non è senza conseguenze sugli enti locali (e relative opere pubbliche) l'aumento dell'Iva, dal 17 settembre salita al 21%. Gli effetti si avvertono con più chiarezza ora che le amministrazioni sono costrette a modificare i bilanci per trovare le risorse con cui coprire i rincari.  I rincari riguardano non solo le opere pubbliche ma anche gli appalti di servizi e di forniture, perfino già affidati. Proprio in questi giorni, infatti, la Provincia procede all'«integrazione delle risorse» per l'affidamento di incarichi deliberati nei mesi o negli anni scorsi, come la rilevazione sull'andamento delle forze lavoro provinciali o la realizzazione del progetto "incubatore donna impresa". Del resto, la legge che ha decretato il ritocco dell'Iva - quella sulle "ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo" - si deve pagare l'aliquota al 21% «su tutti i servizi e prodotti fatturati dal 17 settembre 2011». Compresi gli stati di avanzamento lavori delle opere pubbliche. Non a caso - conferma il direttore generale della Provincia, Riccardo Gaddi - è stata «stanziata una somma proprio per coprire l'aumento dell'Iva. Tecnicamente, questa disposizione potrebbe avere anche come conseguenza o l'annullamento di alcuni interventi o la rivisitazione dei lavori, soprattutto se non abbiamo copertura sufficiente per i nuovi importi con le somme per "imprevisti" accantonate per ogni appalto».  Le conseguenze dell'aumento, però, verranno gestite, assicura Gaddi. «È evidente che un appalto prevede la realizzazione di un ponte - ipotizza il dirigente - non verranno recuperate le somme togliendo le spallette. Le opere verranno realizzate in sicurezza e secondo quanto prevede la legge. Potranno, però, essere eliminate le opere complementari. L'esempio classico è quello della realizzazione o dell'asfaltatura di una strada: il tracciato viene mantenuto, ma non viene realizzato il manto di usura. Quindi il fondo risulterà più grezzo, ma non per questo meno sicuro».  I lavori, quindi, verranno garantiti. Almeno quelli già appaltati. L'aumento dell'Iva, infatti, non può essere motivo di annullamento di un affidamento di lavori, per mancanza di fondi. «L'aumento di costi dovuti a provvedimenti di legge - conferma l'ingegner Gaddi - rientra fra le varianti ammissibili, anche perché non contempla adempimenti tecnici. Più in generale, qualunque variante implichi un aumento non superiore al 10% dell'importo contrattuale, obbliga le parti al rispetto. Ecco perché, se il lavoro è già stato appaltato, non può essere annullato». C'è solo da trovare i soldi per coprire gli aumenti. Un problema che sembra interessare in modo marginale il Comune, almeno per i lavori pubblici: su 15 milioni di opere previste, infatti, è stato finanziato solo il 10%.

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