Il dolore
La città dice addio al senatore Pacini
Duccio Casini Domenico Tani
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Il senatore in Vaticano con Papa Wojtyla Fondatore della Cisl lucchese, era stato sottosegretario al lavoro e per tre anni sindaco
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LUCCA. È morto nella sua abitazione di via Roosevelt il senatore Arturo Pacini, che per tre anni era stato sindaco. Aveva 86 anni ed era stato esponente di punta della Dc. Si è sentito male intorno alle 6 del mattino e i soccorsi prestati dalla figlia Francesca e poi dal personale del 118 sono risultati vani. Gli è stato fatale un problema cardiaco, del tutto inaspettato perché Pacini era in buona salute. Mercoledì aveva cenato e poi si era messo alla tv a guardare la partita del Napoli impegnato contro il Villareal. Aveva tanti progetti, anche con gli amici: domani sera avrebbe dovuto andare a cena a Nozzano a gustare piatti conditi dall'olio nuovo. Il funerale oggi alle 17 nella chiesa di S. Marco. Il senatore riposerà accanto alla moglie Carla, scomparsa nel 2005. Pacini era stato uno dei fondatori della Cisl a Lucca e del sindacato era stato segretario generale aggiunto e poi segretario generale fino al 1965. La carriera politica nella Dc era iniziata a Bagni di Lucca, dove era stato eletto consigliere comunale. Nel maggio 1972 l'elezione a senatore: a palazzo Madama era rimasto fino al 1987. Aveva fatto parte di varie commissioni parlamentari ed era stato segretario dell'ufficio di presidenza del Senato. Nel 1979 era stato nominato, dal presidente del Consiglio Francesco Cossiga, sottosegretario per il lavoro e la previdenza sociale. In Senato era stato relatore del disegno di legge che aveva istituito l'albo nazionale dei consulenti del lavoro. Nel 1990 era diventato sindaco, carica che aveva mantenuto fino al 1993. Negli anni Ottanta, Pacini era stato anche consigliere provinciale. Nel 1993 l'abbandono della politica. Che continuava a seguire, anche perché era iscritto al Partito democratico. Ma i suoi interessi molteplici. Si dedicava al sociale e al volontariato culturale. Aveva rivitalizzato la biblioteca popolare di San Marco, che organizza molte attività compreso un concorso di scrittura creativa per gli studenti delle scuole superiori. «Ho appreso della scomparsa del senatore solo nella tarda mattinata. La notizia mi ha turbato in particolare sul piano affettivo perché eravamo molto legati. Con Arturo ho condiviso anni di militanza e lotte politiche. Erano gli anni ruggenti della DC e noi di Forze Nuove ci andavamo a scontrare con le altre correnti all'interno del partito nel corso di lunghe e interminabili riunioni. Un impegno politico che ha contribuito al cambiamento generazionale e politico sia della Dc che dell'intero Paese». A ricordare l'ex sindaco è Valdo Pistoresi, 75 anni, abitante ad Altopascio, per lungo tempo suo segretario particolare quando Pacini era senatore. «Ricordo ancora l'emozione di quando il partito decise di designarlo come rappresentante di Lucca al Senato. Arturo era emozionatissimo. Non trovava poso. Scalpitava come un purosangue in attesa dell'inizio della gara. Per calmarsi si estraniò da tutti e insieme al fratello Paolo andò a fare una lunga e liberatoria passeggiata sulle Mura». «Nella sua militanza politica - tiene a sottolineare l'amico e stretto collaboratore - Arturo Pacini è arrivato a ricoprire prima la carica di sindaco distinguendosi per il suo impegno a favore della città e dei cittadini. Da senatore aveva ricoperto la carica di sottosegretario al ministero del lavoro prima. Fu durante il suo impegno politico romano - continua Pistoresi - che Arturo si prodigò per far arrivare a Lucca e in provincia numerosi finanziamenti che permisero di realizzare importanti opere pubbliche. Strade, ponti, fondi per il restauro di luoghi di culto e altri interventi a beneficio dell'intera collettività». A metà degli anni Settanta, il senatore Pacini aveva fondato Radio Lucca che aveva sede a Monte San Quirico e che era diventata in breve tempo un'emittente ascoltatissima, anche per i programmi innovativi che proponeva. Appassionato di caccia e pesca, il senatore era spesso al Porta Elisa ai tempi della B. E come diciamo a fianco pagava regolarmente il biglietto: nel suo caso, altro che casta. Pacini lascia la figlia Francesca biologa dell'Asl 2 e il figlio Pietro, insegnante di inglese al liceo Vallisneri.
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