Sicurezza
«Era un uomo della migliore Dc»
Paola Taddeucci
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Pacini nel suo studio di sindaco a Palazzo Orsetti Piero Angelini: aveva umanità e credeva nei giovani
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LUCCA. Numerosi gli attestati di cordoglio per la morte di Arturo Pacini. Dal sindaco Mauro Favilla un ricordo pieno di affetto: «Fu lui a introdurmi alla politica. Era segretario della Cisl, io studente di economia. Mi chiese alcuni scritti. Poi, quando si formò la corrente della Sinistra Dc, fu lui a guidarci. Lo seguii, lo abbiamo seguito tutti. E fu lui a volermi candidare, per la prima volta, nel novembre 1964». Favilla, oltreché sindaco oggi e negli anni Settanta, è stato senatore dal 1987 al 1996. Affollato dai ricordi anche il commento di Piero Angelini, altro esponente di spicco della Dc, dal 1975 al 1993 in politica con numerose cariche, tra cui deputato e sottosegretario all'ambiente: «Mi mancherà. Pacini ha rappresentato uno dei più eminenti personaggi della politica lucchese. Un uomo della migliore Dc, uscito dalla politica con lo stesso patrimonio con cui c'era entrato. Oltre che la sua capacità politica, ciò che mi ha colpito sempre di lui è stata la carica umana: l'attenzione verso i giovani, il suo impegno a coinvolgerli e a dar loro fiducia. Ma anche la sua capacità, dopo scontri e rotture, inevitabili nell'ambiente politico, di ricercare sempre e trovare con tutti una nuova solidarietà, umana e politica. La diaspora del 1993 ha disperso la classe dirigente Dc, da lui creata, ma non la memoria di un'esperienza politica e umana straordinaria che con il tempo, anzi, si è rafforzata». Angelini conobbe Pacini da ragazzo, grazie al padre Cesare, fondatore nel 1950 della Cisl lucchese. A quest'ultimo Pacini subentrò nel 1972 come senatore. E Angelini sottolinea come l'opera politica di Pacini sia stata ispirata sempre dall'apertura al centrosinistra, sulla linea di Moro, e dall'idea riformista. Commozione nelle parole di Andrea Marcucci: «Grande figura della politica lucchese, un sindaco amato e anche un mio illustre predecessore al Senato. Da lui ho sempre ricevuto consigli dettati da una straordinaria lungimiranza politica». Stefano Baccelli, presidente della Provincia, ne ricorda l'affabilità, la disponibilità e la simpatia. «Ho sempre in mente quando scherzosamente mi chiamava il piccolo sindaco di San Marco, perché ero diventato consigliere di circoscrizione con tanti voti». E il Pd lo vuole commemorare «oltreché per gli importanti ruoli ricoperti, per il contributo che ha aiutato a far nascere e crescere il Pd a Lucca». Addolorato il presidente del consiglio comunale Franco Fabbri. «Ho avuto occasione di conoscere il sindaco Pacini ancor prima per il suo ruolo di senatore, ma solo quando ho collaborato alcuni anni con lui nel mio ruolo di vicesindaco ho potuto apprezzarne la capacità di stabilire con semplicità immediati rapporti umani».
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