Sicurezza
Diallo ora ha il suo permesso
Stefano Elmi
◗
Abdoulaziz Diallo fa il saldatore a Fabbriche di Vallico Dopo mesi il rifugiato guineano a Fabbriche recupera l'identità
2 MINUTI DI LETTURA
FABBRICHE DI VALLICO. Monsieur Abdoullaziz Diallo, l'uomo che non c'era, il saldatore guineano, l'uomo distinto che ha attraversato la Libia, ce l'ha fatta. Dopo un ritardo di circa quattro mesi, ha ottenuto il primo permesso di soggiorno temporaneo della durata di tre mesi. Grazie anche all'articolo pubblicato sulle cronache de "Il Tirreno" lo scorso primo dicembre, Diallo, l'altra mattina, quando si è recato in questura, tutto sembrava fuorchè un semplice saldatore. Vestito per l'occasione con il suo completo grigio, giacca e cravatta, con sopra il k-way blu (la giornata piovosa lo esigeva), tanto da sembrare quasi un avvocato, ha effettuato la prima intervista. Alle domande che gli sono state fatte dagli addetti, ha risposto rilasciando tutte le sue generalità, requisito essenziale per far partire il suo iter di richiedente asilo politico. Dopo essere stato impegnato un'intera mattinata (dalle 9,45 alle 12,30 circa), risucchiato dalla burocrazia della questura, alla fine Diallo è uscito vincitore. Ora, con questo, che a molti può sembrare solo un pezzo di carta, Abdoullaziz potrà, fra le altre cose, acquistare una carta sim per il suo telefono cellulare e sentire così la voce dei suoi familiari lontani, dopo mesi che nessuno aveva più sue notizie. Nel pomeriggio, tornato nella struttura gestita dall'associazione "Partecipazione e Sviluppo" in via Maggi 7 a Fabbriche di Vallico, Monsieur Diallo si è messo in libertà. Si è tolto il vestito buono e si è infilato dentro una tuta da ginnastica. Indubbiamente per lui l'occasione è stata davvero molto importante.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
