Attenzione
Concorso blindato da dirigente, ricorso degli architetti
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Un architetto al lavoro nel suo studio 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Il Comune non cambia il bando per l'assunzione in pianta stabile di un nuovo dirigente: lascia la selezione aperta solo agli ingegneri e l'ordine degli architetti annuncia un ricorso al Tar, già ipotizzato giorni fa quando aveva chiesto di rivedere i requisiti di accesso al concorso. L'ultimo giorno per presentare le domande di ammissione alla selezione è oggi, ma l'amministrazione comunale non ha modificato il bando. Né ha fatto slittare i termini per ammettere alla selezione anche gli architetti. Sulla ragione di questo comportamento, il direttore generale del Comune, Massimiliano Volpi, che è anche dirigente al personale, non ritiene di dover dare spiegazioni. Non le ha date al Tirreno ma, a ieri almeno, non aveva neppure risposto al sollecito della Federazione toscana degli ordini degli architetti. La federazione aveva invitato il Comune a modificare il bando in base a quanto prevede un regio decreto del 1925 che mette sullo stesso piano professionale ingegneri e architetti. Invece, i requisiti di accesso restano la laurea in ingegneria civile, edile, elettrica elettronica del vecchio ordinamento, la laurea specialistica o magistrale equiparata a questi diplomi, secondo quanto stabilito dal ministero della Ricerca e Università nel 2009. Ma fra questi titoli equipollenti non c'è la laurea in architettura. «L'ordine - conferma il presidente, Elvio Cecchini - aveva invitato, per conto della Federazione toscana, il Comune a modificare il bando tenendo conto della normativa vigente. Ma ancora non abbiamo ricevuto risposta. Quindi, come annunciato, saremo costretti a impugnare il bando di concorso al Tar. È ovvio che la nostra politica non può essere di impugnare tutti i bandi, perché non abbiamo le risorse per farlo. Ci concentriamo, però, su quelli ritenuti maggiormente significativi: questo per il posto a tempo determinato da dirigente lo è». L'attenzione dell'ordine ai bandi negli enti è aumentata nell'ultimo periodo. Soprattutto da quando si fanno sentire di più i segnali di crisi: «È indubbio - conferma Cecchini - che un bando e un posto in un ente rappresentino un'occasione di accesso alla professione per i colleghi più giovani, ma non solo. Abbiamo già sollecitato le amministrazioni che organizzano i concorsi ad agire nella massima trasparenza, ma spesso ci siamo accorti che agiscono senza la consapevolezza di quello che vogliono o per altri fini (come la sistemazione di personale che ha già lavorato per l'ente, ndr). Noi stiamo attenti a queste procedure, ma non sempre possiamo rivolgerci al Tar perché la procedura è costosa e i tempi della giustizia amministrativa sono lunghi. Ma in questo caso era giunto intervenire». i.b.
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