La manifestazione
I risultati forniti dallArpat che monitora la zona dellincendio della torbiera
Niente rischi per la salute
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La zona della torbiera sulla via Bientinese I campionamenti sull'aria hanno dato esito negativo
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CASTELFRANCO.Torba, non ci sono rischi per la salute. L'Asl 11 di Empoli e l'Asl 2 di Lucca, il Comune di Castelfranco, l'Arpat e i medici di medicina generale, riunitisi nei giorni scorsi, hanno analizzato tutti i risultati della qualità dell'aria forniti dall'Arpat che sta monitorando la zona dell'incendio della torbiera lungo la Bientinese e l'area vicina, dove si presume si possano avere le maggiori ricadute. Dai dati che si riferiscono alla via Valico e al periodo che va dal 7 ottobre al 27 novembre 2011 non si rilevano nelle medie orarie di NO2, SO2, O3 e CO valori elevati né superamenti dei valori limite. Per quanto riguarda il PM10, la media delle medie giornaliere del periodo considerato è piuttosto elevata ed è pari a 45 µg/m3 con un massima media giornaliera di 106 (il limite previsto per la media giornaliera è di 50µg/m3 e quello per la media annuale di 40µg/m3). Questi valori risultano essere di un 20% circa superiori a quelli mediamente rilevati nelle zone circostanti (dove sono posizionate le centraline fisse) e potrebbero essere dovuti all'incendio. I valori rilevati nel complesso rientrano nei limiti dei valori medi annuali, tranne il PM10. «L'incendio di via Bientinese - spiegano dall'Asl - nelle prime fasi ha lambito in maniera superficiale una discarica abusiva. Date anche le caratteristiche della discarica, ormai stabilizzata, l'incendio non ha dato luogo ad emissioni pericolose per la salute. I campionamenti dell'aria effettuati sulla discarica, nell'acqua sia superficiale che profonda, e sull'erba hanno dato esito negativo per tutte le sostanze ricercate. Non ci devono essere, quindi, preoccupazioni per la presenza di sostanze pericolose. Successivamente, però, l'incendio si è propagato al territorio circostante andando ad interessare gli strati profondi di una torbiera (per un'estensione di circa 4 ettari). L'incendio della discarica ha ingannato buona parte dell'opinione pubblica che ha continuato ad attribuire alla discarica il promanare di odori molesti che, invece, provenivano dalla combustione profonda dei vegetali delle torbe (sostanza naturale, costituita da materia vegetale semicarbonizzata e satura d'acqua, che rappresenta il primo stadio di trasformazione della materia vegetale in carbone). Al mantenimento così prolungato dei fenomeni di combustione della torba ha certamente contribuito il clima di fine estate ed inizio autunno: secco e poco piovoso. Il fumo di combustione della torba è relativamente di bassa temperatura e durante le calde giornate sale rapidamente negli strati superiori dell'aria ma di sera, al calare della temperatura, finisce per stagnare nell'area spostandosi in banchi al livello del terreno. In queste situazioni le sostanze maleodoranti presenti nei fumi diventano percepibili dalle persone». Il perdurare del fenomeno ha inoltre ridotto la soglia di tolleranza della popolazione residente nelle aree interessate dai disagi dei fumi ed ha anche alimentato una certa dose di preoccupazione ed ansia per i possibili effetti sulla salute.
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