Attenzione
Tagli delle Province? Baccelli non ci sarà
Nadia Davini
Contestata la manovra, annuncia che non resterà presidente con il nuovo assetto
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LUCCA. Un «simulacro svuotato di ogni funzione e competenza, risorse umane, finanziarie e immobili»: ecco cosa diventerà la Provincia con l'entrata in vigore del decreto "Salva Italia", firmato dal premier Mario Monti. E Stefano Baccelli non ha intenzione di restare alla guida di questa finzione di Provincia che entro il 30 aprile, con leggi statali e regionali, si vedrà sottrarre le competenze, da distribuire fra i Comuni. Non vuole restare alla guida di un ente svuotato di significato, ridotto da organismo eletto democraticamente a consiglio (di massimo 10 persone) nominato dai Comuni con modalità che, di nuovo, dovranno essere stabilite con legge dello Stato. I tempi di questa trasformazione ancora non sono chiari: da sei mesi a un anno, comunque, se non ci saranno modifiche in corsa. Ma un dato è certo già oggi: nulla sarà più come prima. In Lucchesia, ad esempio, i consiglieri scenderanno dai 24 attuali a massimo 10, ma potrebbero essere anche meno. Saranno indicati dai consigli comunali e il nuovo collettivo dovrà eleggere al proprio interno il presidente. A questo posto, però, Baccelli non ambisce. Tanto meno all'indomani della delibera, approvata dal consiglio provinciale, di riduzione dei seggi da 24 a 12, in ottemperanza di una legge esecutiva da settembre. Oggi, comunque, superata dal decreto "Salva Italia" di Monti. «La Provincia - esordisce Baccelli - è diventata il capro espiatorio degli sprechi della politica, anche se la sua cancellazione non inciderà che in minima parte sul debito pubblico. Basta pensare che i costi politici di una provincia sono pari agli stipendi di due parlamentari. Perché, allora, non sono stati tagliati i finanziamenti ai partiti? O gli stipendi dei parlamentari? Io non sarò disponibile a ricandidarmi per ricoprire il nuovo ruolo di presidente, eletto dai consiglieri indicati dai Comuni». Tanto più che le province avranno solo funzioni di indirizzo di coordinamento. Ma le vere competenze amminisrative - dalla formazione all'edilizia scolastica, dall'ambiente alla messa in sicurezza delle strade - saranno trasferite dalle Regioni ai Comuni. Che potrebbero non essere in grado - è il timore di Baccelli - di portare a conclusione progetti impostati dalla Provincia. Per questo, il suo impegno - finale sarà di «mettere in sicurezza» gli interventi impostati. VIABILITÀ E SERVIZI La priorità resta la realizzazione del ponte sul Serchio, opera di prevenzione del rischio idraulico, ma soprattutto di alleggerimento della viabilità extraurbana. Dobrebbe, infatti, costituire l'alternativa ai vecchi ponti sul Serchio e anche un nuovo collegamento al Brennero, all'altezza della rotonda per l'area industriale di Lucca. Il progetto ha convinto perfino la Fondazione Crl a investire 7 milioni: resta da vedere chi li gestirà, una volta cancellata (nei fatti) la Provincia. Preoccupazione analoga anche per la gestione dei 700 chilometri di strade provinciali e della fibra ottica, visyo che gli 80 chilometri di infrastrutture, di cavi" da contratto sono della Provincia. SCUOLE. Che ne sarà dei 44 edifici scolastici superiori dislocati su tutto il territorio provinciale? È la domanda di Baccelli che si chiede da chi e come verranno gestiti i 15 milioni ottenuti dalla Fondazione Crl per i lavori nelle scuole. FORMAZIONE E LAVORO. Altro punto interrogativo per i corsi di formazione professionale e il futuro del Centro per l'impiego. Al momento non è dato sapere a chi andrà la competenza del comparto lavorativo delle Province. PERSONALE. I lavoratori precari presenti in Provincia avranno un futuro molto poco roseo, visti gli attuali ridimensionamenti. Problemi anche per lo staff del Presidente (compresi ufficio stampa e portavoce) assunto con contratto a termine, a scadenza di mandato. Conserveranno il posto, invece, i dipendenti assunti a tempo indeterminato anche se non è chiaro dove e come verranno trasferiti. Di certo se verranno mandati in Regione - osserva Baccelli - saranno «risorse sottratte al territorio. Penso, ad esempio, a cosa succederà dei cantonieri della Garfagnana e dell'Alta Versilia, una delle nostre eccellenze. Da chi verranno presi in carico? Dai Comuni? Non vorrei che succedesse come con i cantonieri dell'Anas che, a un certo punto, sono spariti dalle strade». PALAZZI PUBBLICI. Le Province saranno spogliate anche del patrimonio immobiliare. Resta da capire, ad esempio, a chi andrà palazzo Ducale, riacquistato per 600mila lire dai lucchesi nel 1867, poi recuperato e restaurato, grazie alle risorse del Giubileo, dall'amministrazione Tagliasacchi e, infine, aperto al pubblico, per mostre e incontri, da Baccelli. Stessa domanda per la fortezza di Mont'Alfonso, restaurata a colpi di milioni dalla Provincia, per Villa Argentina a Viareggio: «Il mio impegno - conclude Baccelli - sarà per far restare questi palazzi ai Comuni, in modo che restino di proprietà del territorio».
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