Gioco
La Panem va verso la chiusura
Arianna Bottari
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Lo stabilimento della Panem in località Triboli ad Altopascio Sciopero a oltranza dei 60 dipendenti in attesa del saldo degli stipendi
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ALTOPASCIO. Lo storico panificio Panem (ex Buralli) si avvia verso la chiusura. Si teme già entro la fine del mese. La situazione si fa sempre più grave e i circa 60 dipedenti dello stabilimento che sorge in località Triboli ieri hanno proclamato lo sciopero a oltranza e domani alle 11 incontreranno i rappresentanti della proprietà. Alle 14,30, poi, assemblea per decidere il da farsi. «Ci sono stati ritardi nel pagamento degli stipendi. Non ci sono progetti di rilancio, né siamo di fronte a una posizione chiara della proprietà. Così non si può più andare avanti», afferma il segretario provinciale della Flai-Cgil, Lino Giovannelli. Le maestranze hanno ricevuto per adesso solamente acconti. Forse tra pochi giorni otterranno il saldo del mese di novembre e in prossimità di Natale la tredicesima mensilità. Ma potrebbe essere l'ultimo segnale da Terni prima dello stop della produzione, da mantenere a Milano. Durante l'ultima assemblea con i lavoratori era stato chiesto alla proprietà della Panem di intervenire per illustrare qual è la posizione sul futuro. Ma le spiegazioni non sono arrivate. Ieri una riunione convocata d'urgenza in Provincia, per mettere al corrente gli amministratori della situazione drammatica che i dipendenti della Panem stanno vivendo e per cercare di coinvolgerli nella riapertura di un tavolo delle trattative. Finita la riunione, le Rsu sono tornate in azienda e i lavoratori hanno deciso per lo sciopero ad oltranza. Un Natale nel segno della tensione quello che vivrà la sessantina di dipendenti della Panem, specializzata nella produzione di pane e dei suoi derivati. C'è anche un altro stabilimento, a Milano, che invece non rischia. L'azienda era entrata in crisi circa un anno fa e i segnali di allarme si erano per mesi alternati ai segnali di speranza. Si era parlato di rilancio e di ripresa, ma la situazione era rimasta gravissima fino ad agosto, quando il 98,9 per cento dell'azienda è stato acquistato dal Gruppo Novelli di Terni, che aveva detto fin dall'inizio di voler puntare a riportare la Panem ai livelli di un tempo. «Purtroppo, però, l'attuale proprietà non ha mai chiarito quali siano le sue vere intenzioni - spiega Giovannelli -. Anche l'ultimatum che avevamo dato non è stato rispettato. Non ci resta che la protesta, perché sono venute meno le condizioni per portare avanti la trattativa. La situazione è drammatica, pesante e si trascina ormai da mesi. Dopo l'acquisto della Panem da parte del Gruppo Novelli, sono sorte moltissime difficoltà. Non solo non c'è traccia del rilancio del quale si era tanto parlato, ma si è arrivati al ritardo nel pagamento degli stipendi. Ecco perché oggi, dopo la riunione in Provincia, le Rsu hanno deciso con i lavoratori di dare il via alle iniziative di lotta». Venerdì alle 14 di fronte allo stabilimento la Cgil spiegherà le iniziative che intende prendere per salvare i circa sessanta posti di lavoro.
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