Gioco
Indagato il rappresentante legale della Smurfit Kappa
Presunto inquinamento del torrente Ania nei guai una multinazionale della carta
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Una veduta dallalto della cartiera Smurfit 2 MINUTI DI LETTURA
BARGA. Per la procura della Repubblica alluminio, cloruri e bromuri finivano nelle acque del torrente Ania a causa di uno sversamento proveniente dalla cartiera Smurfit Kappa a Ponte all'Ania. Un'indagine di carattere ambientale che porterà la magistratura a chiedere il rinvio a giudizio nei confronti del legale rappresentante della multinazionale che impiega 150 dipendenti. L'inchiesta risale alla fine di maggio quando da una denuncia del Corpo Forestale - sulla base di esposti degli abitanti della zona di Ponte all'Ania - sarebbe emerso uno sversamento di sostanze inquinanti superiori ai parametri consentiti dalla legge. A giugno l'Arpat ha effettuato campionature sui fondali del torrente e le analisi, depositate nei giorni scorsi in procura, confermerebbero la presenza di alluminio, cloruri e bromuri in quantità elevate. Ma l'azienda multinazionale, difesa dall'avvocato Marco Treggi, replica alle accuse della procura: «Già prima del prelievo dell'Arpat - sostiene il legale - la direzione aveva fatto richiesta agli enti preposti di poter installare un moderno e innovativo impianto di depurazione. Un investimento molto importante per una multinazionale che punta sulla difesa dell'ambiente. I permessi sono stati rilasciati poco tempo fa dalla Provincia con l'okay dell' Arpat». Sull'indagine della magistratura il legale della Smurfit Kappa precisa: «Con riferimento alle accuse contestate la multinazionale ha effettuato un report di verifica con controlli sul torrente Ania. I controlli privato hanno rilevato che non sono presenti alterazioni significative nella vegetazione e nei sedimenti del torrente. Non risultano superamenti dei limiti delle normative in materia di contaminazione del suolo».
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