Il Tirreno

Lucca

Il gip proscioglie direttore di banca che era stato accusato di usura

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 TASSIGNANO. Prosciolti perché il fatto non sussiste. È stato il gip del tribunale di Udine Mario Venditti a pronunciare la sentenza che solleva da ogni responsabilità sette tra funzionari e direttori di banca accusati di usura in concorso.  Tra loro anche Gino Matteoni, 41 anni, residente a Tassignano, all'epoca direttore della filiale di Capannori della Banca di Pescia, difeso dall'avvocato Andrea Niccolai. Gli altri abitano nel Pistoiese.  La vicenda risaliva a un periodo compreso dall'ottobre 2000 al settembre 2003 e ha visto come parte civile il geometra Giuseppe Paoli, 53 anni, originario di Segromigno in Piano e per anni residente a Montecatini dove aveva avviato un'attività di organizzazione di eventi e spettacoli, finito in mano agli strozzini, alcuni dei quali già condannati per episodi avvenuti a Udine. Di qui la competenza territoriale del procedimento penale. Secondo l'accusa che portò al rinvio a giudizio dei funzionari, il sistema bancario, pur sapendo della grave condizione finanziaria di Paoli e dei prestiti ottenuti dagli usurai, continuò a fargli credito aumentando in questo modo l'esposizione debitoria che lo portò al fallimento e a subire l'esecuzione immobiliare su una quota di un immobile assegnata all'asta nei mesi scorsi.

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