Sicurezza
«Difenderemo le abitazioni dalle tasse nazionali»
A.P.
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Il sindaco Mauro Favilla Il sindaco Mauro Favilla e l'assessore Amelia Coli: alzeremo la soglia di esenzione
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LUCCA. Atteggiamento prudente e volontà di non alzare le aliquote. Il giorno dopo l'annuncio della manovra che ripropone l'imposta sulla prima casa, il Comune di Lucca dice che non intende mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Per l'assessore alle finanze Amelia Coli prendere una posizione netta in questo momento è ancora prematuro ma, lo stesso amministratore, conferma subito che l'indicazione è quella di non aumentare alcuna tariffa in questo momento. «In ogni caso faremo le nostre considerazioni in fase di costruzione del bilancio che - spiega Amelia Coli -. Sarà un documento che potremmo definire tecnico perché vogliamo evitare di prenderci impegni per la nuova amministrazione che s'insedierà dopo le elezioni di primavera. Per quanto riguarda l'Imu verificheremo i margini di azione che ci lascerà la manovra del governo», continua l'amministratore. Più diretto il sindaco Mauro Favilla che in una nota annuncia la «volontà dell'amministrazione di difendere la prima casa dei lucchesi dalle tasse nazionali». «L'abitazione principale è stata spesso acquistata dai nostri cittadini con grandissimo sacrificio delle famiglie - evidenzia il primo cittadino - e, spesso svolge un ruolo di primo piano, impedendo agli anziani e alle famiglie in difficoltà di ritrovarsi senza un tetto sopra la testa e un luogo dove andare, con aggravio delle spese per il sociale degli enti pubblici». «Anche per questo, l'amministrazione comunale - viene sottolineato -, di fronte alle ipotesi di ripristino dell'Ici, anche se con nuove formulazioni, è pronta a difendere la prima casa dei lucchesi. Il Comune attuava, fino al momento della sospensione, l'aliquota più bassa sulla prima casa (0,45%, quella sulla seconda casa è attualmente allo 0,55%), rispetto a tutti i Comuni toscani e, se non ci saranno obblighi di legge, intende confermarla, oltra a una quota adeguata di esenzione per la prima abitazione, conclude la nota di Favilla.
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