Finanza
Signora di Nave non esita un attimo: si tuffa vestita e poi viene tratta a riva dai vigili del fuoco
Si getta nel Serchio e salva il suo cane
Domenico Tani
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Il luogo dove il cane è finito in acqua e Monica Simi con Birba (Vip) «Dovevo fare il possibile per la mia Birba, ma ho temuto di morire»
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LUCCA. Quando ha visto il suo cane annaspare nel Serchio la donna non ha avuto un istante di esitazione e senza neppure togliersi il giubbotto si è tuffata completamente vestita in acqua. E ha salvato Birba. Travolta dalla forte corrente, ha nuotato fino a raggiungere la bestiola. Ha legato la sua lunga sciarpa al collare e ha continuato a nuotare contro corrente trascinandosi l'animale, fino a riuscire ad aggrapparsi ad un alberello in attesa dei soccorsi. Monica Simi, 54 anni, residente in via della Polveriera a Nave, è stata tratta in salvo (e con lei Birba) dai vigili del fuoco arrivati con due mezzi e due gommoni guidati dal caposquadra Giuseppe Bertolozzi. Sul posto anche alcuni mezzi del 118 e i carabinieri. Un gesto di profondo amore quello della signora Simi. Intorno alle 8 ha portato a passeggio Birba, una canina di razza spinone adottata due anni fa dal canile di Pontetetto. «Come tutte le mattine - racconta la signora - insieme alla mia amica Anna ho portato a spasso Birba, che cinque anni ed è addestrata alla caccia al cinghiale. Un vero e proprio segugio. Era finita nel canile perché era stata tolta al suo proprietario, un cacciatore che la maltrattava. Imboccata la strada verso il poggio del fiume, Birba ha annusato il passaggio di cinghiali e ha iniziato a correre seguendo la pista che porta al fiume. In questa zona i cinghiali vengono spesso perché si recano a bere in Serchio. Quando Birba è giunto sull'argine a tutta corsa è scivolata sulle pietre rese viscide dal muschio ed è finita in fiume». Non appena la signora Simi ha visto il cane portato via dalla corrente si è gettata in acqua. «L'acqua era gelida e la corrente in quel punto molto forte - racconta -. Con la forza della disperazione ho nuotato fino a raggiungere Birba. Sono riuscita a legarle la sciarpa al collare e ho continuato a nuotare contro corrente verso ponte San Pietro alla ricerca di un poggio da cui risalire. In certi punti riuscivo a toccare e camminare, ma gli abiti mi facevano da zavorra. Sprofondavo nel fango e tra le pietre, mi sono procurata una serie di ferite alle gambe. Sono anche finita in una buca profonda, ma con la forza della disperazione ce l'ho fatta a tornare a galla. In quel momento ho temuto di morire. Piangevo e mi disperavo senza mollare. Sono riuscita ad aggrapparmi ad un alberello al quale mi sono legata con la sciarpa». Intanto l'amica si era allarmata perché non riusciva più a contattarla. Non sapeva che era finita nel fiume, ma ugualmente ha ritenuto dare l'allarme chiamando il 115. Il centralista della caserma di via Barbantini ha fatto scattare l'allarme, mentre era in corso la Messa celebrata dal vescovo Italo Castellani in occasione della patrona del corpo Santa Barbara. Sono partiti due mezzi con altrettanti gommoni. SOno stati allertati il 118 e i carabinieri. In aiuto della donna è intervenuto un signore che stava addestrando il suo cane. L'uomo si è prodigato con tutte le sue forze anche a rischio di finire in fiume, ma è riuscito solo a portare in salvo il cane.
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