Sicurezza
Gli operatori del mercato di Natale chiedono spiegazioni al Comune sulle scelte in merito alla piazza
San Michele, ambulanti all'attacco
Barbara Antoni
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A destra, un camion in sosta in piazza San Michele in questi giorni; sotto, Stefano Zini, uno dei portavoce del comitato degli ambulanti del mercato «Per montare il presepe, sul sagrato vietato ai banchi passano gru e camion»
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LUCCA. Si sentono presi in giro, offesi. Vogliono capire perché a loro «la piazza è interdetta, mentre non lo è a tir e gru che in questi giorni si sono visti a più riprese sul sagrato di San Michele per montare un presepe così pesante che al confronto i nostri banchi sembrano piume». I sessanta operatori del mercato storico di Natale, da quest'anno trasferito in piazza Grande, tornano all'attacco. Gli operatori, come spiega Stefano Zini, uno dei portavoce del comitato degli ambulanti del mercato di San Michele, si sentono offesi perché «a noi la piazza è stata vietata, ma né il Comune né la Sovrintendenza ci hanno mai mostrato alcun documento che provasse la sopravvenuta impossibilità, per noi, di montare i nostri banchi sul sagrato. Mai abbiamo visto la lettera con cui la Sovrintendenza intimava al Comune di non montare più alcuna struttura sul sagrato di San Michele. Ci hanno detto tutto a voce e adesso - continua il portavoce - vediamo che invece la piazza è attraversata senza precauzioni da tir e gru per montare il grande presepe in corso di allestimento (quasi ultimato, dovrebbe essere inaugurato l'8 dicembre, ndr)». Non solo: gli ambulanti del mercato di Natale suppongono, alla luce dell'allestimento che sta prendendo forma, «che fosse tutto già previsto prima ancora che la trattativa sull'eventuale trasferimento del mercato di Natale in piazza Grande prendesse il via. Abbiamo partecipato a sei incontri con l'amministrazione comunale, ma a questo punto pensiamo che la trattativa sia stata inutile, perché tutto era già stabilito. Non avremmo protestato, adesso, se sul sagrato di San Michele, per questo Natale, avessimo visto niente più un albero o altri abbellimenti non impattanti», continua Zini. Per esprimere il loro dissenso e la loro rabbia, alla luce delle trasformazioni che hanno interessato la loro attività nelle ultime settimane (il trasloco è nato da un divieto della Soprintendenza al Comune di usare la piazza per manifestazioni pubbliche e mercati, perché la pavimentazione è eccessivamente rovinata e addirittura il Comune aveva cercato di "riparare" alcune pietre sbriciolate col bitume, ndr), gli ambulanti hanno anche scritto un documento, in cui mettono in chiaro la loro posizione e chiedono risposta a una serie di domande: «la piazza è interdetta o no? se sì, a che titolo viene occupata?, chi è il responsabile dell'allestimento del presepe? chi lo ha autorizzato e quando?». E la rabbia, aggiungono, nasce anche dal fatto che «per sessanta operatori, e quindi per sessanta famiglie, i mercati in San Michele rappresentavano una fonte importante di sostentamento, un giro d'affari di quasi due milioni in un anno». La nuova collocazione in piazza Grande per loro rappresenta un'incognita riguardo l'affluenza di acquirenti. «Avevamo chiesto al Comune se il mercato poteva iniziare con l'apertura della pista di pattinaggio (cioè ieri) - spiega ancora la delegazione degli operatori -, ma non ci è stato risposto. Cominceremo l'8 dicembre». Nei prossimi giorni gli operatori costituiranno il consorzio: tutti insieme vogliono cercare di migliorare il mercato, sia sotto l'aspetto delle strutture che della qualità delle merci.
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