Il Tirreno

Lucca

Lo Scompiglio diventa ecosostenibile

Arianna Bottari
La Tenuta dello Scompiglio a Vorno
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La Tenuta dello Scompiglio a Vorno

Fonti di energia naturale per le tre case di montagna

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 VORNO. La Tenuta dello Scompiglio verso la completa eco sostenibilità. Prosegue il progetto di recupero e valorizzazione della Tenuta ex Villa Minutoli-Tegrimi, che sarà presentato da Cecilia Bertoni a dall'associazione culturale dello Scompiglio con il convegno "Progetto dello Scopiglio", martedì a partire dalle 17,30 in S. Micheletto, a Lucca.  Recuperati gli edifici principali, come la villa e alcune case coloniche, ora si punta alla realizzazione dello spazio espositivo-teatro e delle tre case di monte, naturalmente tutto nel rispetto dell'ecosostenibilità, con l'obiettivo di raggiungere la classe A+.  Ristrutturazione bioarchitettonica. Questo è stata l'idea di fondo che ha accompagnato tutto il recupero della Tenuta dello Scompiglio.  Fino a questo momento sono stati ristrutturati la villa principale, la casa del custode e un altro degli edifici principali, il vecchio fienile, che ospita adesso l'osteria Cucina dello Scompiglio. Infine la casa rossa dove, tra le altre attività, ci sono anche gli uffici.  Sono state utilizzate soluzioni di bioarchitettura e tecniche bioenergetiche, materiali ecologici (dalle vernici alla calce, al sughero), passando per il rispetto dei materiali della tradizione, a cominciare dal legno.  Si sta ancora lavorando allo spazio espositivo-teatro (che verrà ultimato nel 2012) e alle così dette case di montagna (tre in totale).  Queste rappresentano un altro unicum a livello di progettazione: nel rispetto di quelli che sono gli elementi fondanti dell'associazione Lo Scompiglio, si mirerà a raggiungere il modello di casa passiva, ovvero edifici che, grazie all'utilizzo di fonti di energia naturali (acqua, sole, legna e terra) saranno assolutamente ecologiche ed ecocompatibili, pronte ad entrare in classe energetica A+. La Tenuta Dello Scompiglio, alle porte di Vorno, è un'area di 200 ettari.  Comprende un parco secolare con villa, aree agricole ed alcune case coloniche, boschi e zone di transizione fra natura boschiva e antichi terrazzamenti che presentano un intervento di carattere architettonico.  Nei secoli, la tenuta è stata una fattoria autosufficiente, coltivata soprattutto a oliveti, vigneti e frutteti e ora sta tornando all'antico splendore.  Oltre ai progetti di recupero e ristrutturazione, infatti, la tenuta produce alimenti biologici.  Parte di questi vengono utilizzati dai cuochi dell'osteria, ma c'è spazio anche per la vendita a privati, soprattutto per quanto riguarda olio e vino.  Nell'orto biodinamico, si predilige la coltivazione di prodotti tradizionali (fagiolo stortino di Lucca, fagiolo rampicante stringa, cardone gobbo di Lucca, cavolo nero lancinato,cipolla rossa di Lucca, pomodoro canestrino).  Tutto il complesso è riscaldato dalla grande caldaia alimentata a cippato di legna.  Il cippato proviene dal bosco, dalla normale attività di pulizia e manutenzione, nel pieno rispetto dell'ambiente anche per quanto riguarda le emissioni inquinanti.

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