Finanza
Controlli sulle vasche
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Lincendio divampato alla Ste.mar a ottobre Serviranno per raccogliere le acque piovane provenienti dal piazzale ancora pieno di gomme
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PESCAGLIA. Con le piogge che si annunciano, saranno tenute sotto stretto controllo le vasche allestite per farvi fatte confluire le acque piovane provenienti dal piazzale della SteMar, andato a fuoco oltre un mese fa e ancora occupato da tonnellate di gomme bruciate. Lo conferma il dottor Gregorio Loprieno, coordinatore dell'unità di Igiene e sanità pubblica dell'Asl 2. «Sono le vasche antincendio del sito industriale andato a fuoco - spiega il dottor Loprieno - che sono state destinate alla raccolta delle acque piovane in deflusso dal piazzale. Se l'acqua fosse in quantità elevata, per evitare che possa arrivare nel torrente, sul piazzate è stata collocata un'autobotte per svuotare le vasche». Il rischio infatti è che le acque piovane provenienti dal piazzale, dove ancora rimangono le tonnellate di gomma bruciata (coperte la settimana scorsa con speciali teli), possano portare con sé sostante inquinanti che, andando a confluire nel torrente Pedogna, potrebbero arrivare fino nel fiume. Parallelamente a questi controlli, spiega ancora il dottor Loprieno, «dobbiamo andare avanti sul tema della bonifica». Intanto, ulteriori campionature di acqua e aria sono stati prelevati da Arpat nella zona di Gello a Pescaglia nei giorni scorsi, dopo la prima riunione dell'osservatorio di cui fanno parte, oltre Asl e Arpat, comitato e parti politiche. «I valori finora risultati in merito alla qualità dell'aria e del terreno nelle aree vicino alla SteMar - conclude Loprieno - rientrano nella norma. Ma i terreni agricoli, dopo l'incendio, evidenziano caratteristiche di terreni collocati nel centro di una grande città». B.A.
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