Il Tirreno

Lucca

Processo a Lucrezia Buonvisi

Domenico Manzione sarà il pm nel processo a Lucrezia Buonvisi
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Domenico Manzione sarà il pm nel processo a Lucrezia Buonvisi

Rievocazione storica con veri giudici e avvocati

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 LUCCA. Processo a Lucrezia Buonvisi, quattrocento anni dopo. Con una vera e propria corte, il pubblico ministero, gli avvocati difensori, i testi d'accusa e a difesa, il cancelliere e l'ufficiale giudiziario.  Imputata Lucrezia, nobildonna lucchese accusata di aver ordito un complotto che portò all'uccisione del marito Lelio Buonvisi la sera del 1º giugno del 1593. Ma fu veramente lei a istigare l'omicidio, attuato dall'amante? E dopo, negli anni in convento - dove entrò per sfuggire al carcere - la sua condotta fu così licenziosa come le fonti ci tramandano?  Di questo e altro si parlerà nell'auditorium di San Romano che domani alle 17 si trasformerà in un'aula di tribunale, mentre la lettura dei capi d'accusa è in programma oggi alla stessa ora. Tra i protagonisti di questa insolita rievocazione ci saranno veri giudici, magistrati e avvocati.  La Corte sarà presieduta da Antonio Giannoni, ex presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Lucca. Al suo fianco Marcella Spada Ricci, giudice, oggi a capo del Gip, e Barbara Lastrucci, avvocato. Il pubblico ministero non poteva che essere Domenico Manzione, oggi procuratore della Repubblica ad Alba e per anni sostituto alla procura di Lucca. La difesa sarà sostenuta dagli avvocati Lodovica Giorgi, segretaria nazionale dell'Ordine forense, e Mauro Cortopassi.  La rilettura di quell'episodio sarà l'occasione per rivivere l'atmosfera vissuta da Lucca alla fine del Cinquecento, in bilico tra congiure, diffusione della riforma protestante, i rapporti della Repubblica con il Granducato di Toscana e la ricchezza di fermenti culturali.  Organizza l'evento Giovanni Matteucci, ex presidente della circoscrizione uno. Quello di domani sarà il quarto processo a personaggi storici: prima di Lucrezia, ci sono stati Puccini, Castruccio Castracani e Lucida Mansi. Ai loro processi c'è sempre stato il pienone.  Ne avrebbe fatto volentieri a meno, invece, Simonetta Simonetti, studiosa, che a Lucrezia Buonvisi ed altre donne ha dedicato diversi libri e si dice indignata di questo processo. «Scritta da mano maschile - è il suo parere - la storia di Lucrezia è quella di una giovane donna che trasgredisce le regole, disobbediente e fortemente punita passerà il resto della vita circondata dal disonore e dalla disaffezione. A che serve processarla ancora? Ancora una volta saranno gli uomini a giudicarla?». P.T.

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