Sicurezza
I consiglieri dai redditi "fantasma"
Barbara Antoni
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Una seduta del consiglio comunale In molti non dicono quanto guadagnano, ora rischiano la diffida
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LUCCA. Rischiano la diffida del sindaco e, se ancora inadempienti, un richiamo in consiglio comunale e la pubblicazione sul sito del Comune del loro mancato adempimento. Smemorati veri o voluti chissà, sta di fatto che oltre metà di consiglieri, assessori e consiglieri nelle società partecipate non hanno dichiarato il proprio reddito. Un adempimento che invece conoscevano: perché è previsto dallo statuto comunale e perché lo stesso consiglio lo ha ratificato con la delibera numero 28 del 19 maggio 2011. In base a quanto riportato dal sito internet del Comune (aggiornato alla data del 14 novembre) non avevano comunicato il proprio reddito i consiglieri Marco Andreoni, Maurizio Allegrini, Giuliana Baudone, Luigi Bertani, Antonio Bertini, Paolo Bertolucci, Nicola Buchignani, Massimo Checchia, Lido Fava, Mauro Garbini, Matteo Garzella, Anna Francesca Gentile, Federica Giorgi, Giulio Landucci, Maria Teresa Leone, Roberto Lotti, Luca Lucchesi, Serena Mammini, Celestino Marchini, Marco Martinelli, Luciano Panelli, Danilo Piuppani, Alessandro Tambellini, Antonio Trapani, Alessandro Venturi; tra gli assessori, non avevano ottemperato alla comunicazione del proprio reddito Marco Agnitti, Letizia Bandoni, Moreno Bruni, Marco Modena. Questi i dati riportati dal sito del Comune ieri, anche se il presidente del consiglio comunale Franco Fabbri spiega che, dopo un sollecito fatto arrivare agli inadempienti attraverso l'ufficio preposto (la segreteria del sindaco), «il 18 novembre la comunicazione sul reddito risultava dalla metà dei consiglieri». E, sempre Fabbri, sottolinea che l'obbligo in questione «è previsto dallo statuto del Comune e dalla delibera del consiglio relativa agli obblighi specifici ai fini della trasparenza, validi sia per gli eletti che per i nominati, anche nelle associazioni». Un richiamo agli inadempienti è già stato fatto. «Attraverso l'ufficio - spiega ancora Fabbri - abbiamo fatto partire il sollecito e abbiamo trasmesso i nomi al sindaco, al quale spetta di emettere l'eventuale diffida, che viene fatta a mezzo posta elettronica. Il diffidato ha tempo venti giorni dal ricevimento del sollecito per mettersi in regola. In caso di ulteriore inosservanza e in assenza di giustificazione, allora la comunicazione della mancata comunicazione del reddito viene data in consiglio comunale e la notizia viene anche pubblicata sul sito internet del Comune». Stesso problema con i nominati in associazioni, consigli di fondazioni e società partecipate. La percentuale di quanti hanno comunicato il proprio reddito è molto bassa, in base agli elenchi che si trovavano ieri sul sito del Comune (aggiornati al 7 novembre). La maggiore quantità di inadempienze è proprio tra le partecipate: nessuno - di Lucca Holding, di Farmacie comunali spa e di Itinera - risultava avere comunicato il proprio reddito.
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