Gioco
Delibera da approvare entro il 6. Consiglio convocato per lunedì
Rifiuti, salta l'adesione all'Ato In aula manca il numero legale
Nadia Davini Alessandro Petrini
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Una seduta del consiglio comunale 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Salta il consiglio comunale sui rifiuti. Quello che avrebbe dovuto deliberare l'adesione di Lucca al nuovo Ato Costa (consorzio di Comuni) per lo smaltimento e la raccolta della spazzatura. Salta la seduta perché manca il numero legale: 14 consiglieri di maggioranza presenti in aula. Troppo pochi per iniziare. L'opposizione c'è, ma sceglie di uscire dall'aula, perchè «su una pratica così importante la maggioranza ci deve essere, al completo». Ora i tempi si fanno stretti: nel resto della Toscana, i Comuni hanno già deliberato l'adesione al nuovo Ato. Lucca deve votare entro martedì. L'amministrazione lo sa e fissa la nuova seduta, in prima convocazione, per domani alle 8,30. Andrà deserta, ma almeno a quella di lunedì, in seconda convocazione, non serve il numero legale per discutere. La pratica era stata anticipata già in commissione nel pomeriggio: i consiglieri di maggioranza hanno votato a favore, mentre l'opposizione non ha partecipato al voto. «Ci è stato detto che sulla delibera, uguale per tutta la Toscana - dice Cecilia Carmassi (Pd) - la maggioranza presenterà un emendamento che non ci è stato mostrato». Sel voterà contro il "modello toscano" con una società mista in cui il privato viene scelto attraverso una procedura di gara. E voterà vontro ovunque in queste settimane durante le quali i 111 consigli comunali delle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara sono chiamati a pronunciarsi sull'Ato Costa. Il timore è di andare verso uno sviluppo della raccolta differenziata raso strada a danno di quella porta a porta, con una riduzione della percentuale di recupero. «In questa area ci sono 23 società che hanno accumulato circa 250 milioni di passivo - spiega il capogruppo di Sel Antonio Sichi - a pagarli saranno i Comuni: si pensa di convogliarli nella nuova società facendoli ricadere anche sulle realtà più virtuose? Senza contare che ci sono realtà che sono al 18% della raccolta differenziata e altri all'80%». E per responsabile dei rifiuti di Sel, Eugenio Baronti, si continua ad agire in piena violazione della volontà popolare espressa con il referendum.
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